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L’antioroscopo di Claudio Sabelli Fioretti Rubriche

Probabilmente le previsioni sul 2012 sono state facilitate da una congiuntura di eventi non proprio brillante, ma l’autore si dice sicuro di saper interrogare le stelle per conoscere la verità. E’ tutta questione di metodo, insomma, diffidate da chi vi blandisce con lusinghe e oroscopi edulcorati: da intervistatore esperto Sabelli Fioretti ha posto alle stelle le giuste domande, loro gli hanno svelato l’arcano. Ce n’è per tutti i segni.
La teoria delle stelle ubriache spiega le incongruenze astrali. In qualche caso una sbronza colossale ha mandato in tilt le costellazioni, per questo personaggi dello stesso segno possono essere molto diversi fra loro: vedi Bersani e Berlusconi, entrambi Bilancia, nati il 29 Ottobre, o Francesco Cossiga e Mick Jagger, del Leone. Sarà perché è Ariete, e per sua definizione l’Ariete è un testardo, che Sabelli Fioretti non risponde (quasi) mai seriamente alle domande, ma tiene a dimostrare che anche un anti-oroscopo, cattivo ma sincero, può avere un suo perché. Chiede di non pubblicare tutto quello che dice e non vuole svelare troppo di sé. Afferma di essere riconoscente a chi gli dedica del tempo, di avere poca memoria e ammette di essere un po’ narcisista: cerca nel web le notizie che lo riguardano. Anche se ha abbracciato l’antica arte divinatoria, della tecnologia, suo malgrado, non sa fare a meno. Ha imparato a liberarsi dei libri e in tv salva pochi programmi. Preferisce il silenzio, poca compagnia, odia la musica di sottofondo, ma vorrebbe saper suonare il piano. Appena può si rifugia a Salina o a Masetti, in Trentino, dove vive con altri quattro abitanti.
A chi gli ha chiesto perché, dopo anni di onorata carriera da giornalista, si sia cimentato con un argomento piuttosto frivolo ha risposto che è colpa dell’età che avanza, anche se l’oroscopo è un pretesto per parlare di politica e sorridere sui nostri parlamentari, con le loro impronte astrali e perfomance terrene. Rimane avvolta nel mistero la sua conversione all’astrologia, motivata da un fulminante incontro avvenuto in treno. Il bizzarro passeggero, seduto di fronte a lui, apparentemente distinto ma a ben guardare con qualche dettaglio hippy, lo ha folgorato sulla via di Milano. E i politici intervistati nel suo programma radiofonico Un giorno da pecora, gli hanno fornito abbondanti spunti di riflessione. Inutile dire che preferisce cento giorni da pecora ad un giorno da Leone, mal sopporta l’arroganza del segno. Per questo governo, nato sotto il segno dello Scorpione, prevede un po’ di casini e una probabile caduta stupida che gli causerà una ferita lieve. Ma al di là dell’oroscopo gli riconosce credibilità e prestigio, mentre sospetta che tanti onorevoli non abbiano recuperato la minima coscienza del loro ruolo e delle necessità del Paese. Al di là di tutto, se potesse convincere una stella cadente, avrebbe pronto il suo desiderio: smettere di lavorare e tornare a casa, ma il punto dolente è la pensione.

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