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Clemè nun ce lassà! Rubriche

Tanto per dirne uno è europarlamentare anche Leonardo Domenici. Come Leonardo chi? Quello belloccio che è stato per due legislature sindaco di Firenze, quello che ha fatto … insomma quello! Ah ecco: quello che si andò a incatenare con una ridicola catenella da sciacquone sotto la sede romana de La Repubblica: si quello, ve lo ricordate ora? Ma torniamo al nostro Clemente che, a leggere Wikypedia, “nei primi mesi dell'attuale legislatura (2009-2014) del Parlamento europeo è risultato essere uno dei parlamentari del gruppo PPE meno presenti alle votazioni nel corso delle sedute plenarie”. “Laureato in filosofia, è giornalista professionista. La sua carriera come giornalista e i suoi esordi nella vita politica sono stati ampiamente descritti da lui stesso in varie interviste, citate ad esempio nel recente libro "La casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dove si legge come l'assunzione di Clemente Mastella alla Rai sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita. La redazione locale ove Mastella prese servizio proclamò tre giorni di sciopero contro l'ingresso in ruolo di un giornalista assunto senza regolare concorso e per nomina politica diretta”. Dai, però era simpatico: ancora Wikypedia riferisce che “In vista delle elezioni politiche del 1976, come racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva "ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò". C’è stato un periodo che nemmeno col GPS si riusciva a capire dove stesse: ministro del lavoro nel primo governo Berlusconi, ministro della giustizia nel governo Prodi; democristiano doc, dopo l’inabissamento della balena bianca, fonda il CCD con Pierferdi Casini, dal quale si separa fondando nel 1998 i CDR, Cristiano Democratici per la Repubblica che si uniscono al CDU formando un unico gruppo parlamentare. In poco più di un anno fonda prima l’UDR, Unione Democratici per la Repubblica, e poi l’UDEUR, Unione Democratica per l’Europa. Solo gli amici sanno dove trovarlo e infatti lo trovano: con Totò Cuffaro, è testimone di nozze, nel 2000, del braccio destro di Bernardo Provenzano, quel Francesco Campanella, segretario dei giovani dell’UDEUR, che fornì al Provenzano i documenti falsi per raggiungere la Francia dove si fece operare di prostata. Il “complotto giudiziario” ha colpito anche lui e la sua signora Sandra Leonardo, allora, nel gennaio 2008, Presidente del Consiglio regionale della Campania. Il nostro si dimette da ministro della giustizia e pochi giorni dopo toglie la fiducia al governo Prodi che cade. In una delle scene finali di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso il Africa” i membri della tribù che avevano accolto Nino Manfredi e lo avevano scelto come stregone salutano il loro eroe che sta partendo per tornare in Italia con Alberto Sordi e Bernard Blier con una nenia che convince Manfredi a tuffarsi in acqua e tornare dai suoi amici neri. Ci proviamo anche noi che troppo soffriamo per la sua mancanza: Clemè nun ce lassà, Clemè non ce lassà, Clemè nun ce lassà …
Gianni Caverni

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