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Clini: “Due settimane per svuotare i serbatoi”. Fine agli inchini e prevenzione rischi ambientali Cronaca

Clini ha dichiarato oggi che non può più essere tollerata la pratica dell'inchino delle navi a coste ed isole, come probabilmente è stato all'origine della virata del capitano Francesco Schettino e del conseguente naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio. I colossi turistici dei mari, le navi da crociera "condomini galleggianti che sono un problema", come le aveva definite il ministro Clini qualche giorno fa, dopo il tragico naufragio della Costa Concordia, costato la vita ad almeno 11 persone, dovranno rispettare nuove regole e misure preventive. Sono quelle a cui si riferisce il ministro dell'Ambiente nell''informativa urgente all'aula della Camera di questo pomeriggio, dichiarando che il governo sta valutando "la possibilità di adottare misure per la prevenzione dei rischi derivanti dal traffico di queste navi in aree sensibili ed esposte al rischio di danno ambientale".
"In base alle leggi vigenti – ha spiegato Clini – i ministeri dei Trasporti e dell'Ambiente possono adottare misure finalizzate alla regolazione del traffico navale nelle aree ambientalmente sensibili" e che è possibile anche "promuovere accordi di collaborazione volontari con imprese che gestiscono navi da crociera per un'autoregolamentazione del traffico in maniera tale che sia sostenibile dal punto di vista ambientale".

Un rischio d'inquinamento chimico-fisico a lungo termine
Le navi come la Costa Concordia sono assimilabili a piccole petroliere, per il quantitativo di combustibile e olio lubrificante, pari a 2400  nel caso delle quantità stivate nei 15 serbatoi del Concordia. Equivale ad una carico da una oil tanker di piccole dimensioni (navi portapetrolio). Ma quello che più preoccupa per l'eventuale dispersione in mare, sono le caratteristiche chimico-fisiche di questi combustibili e oli: sono persistenti e tossici a lungo termine in ambiente marino. Siamo dunque di fronte, si evince dalla relazione di Clini, ad una contaminazione sistemica dell'habitat marino che coinvolge reazioni chimiche-fisico e a catena anche biologiche sulla fauna e flora marini. A bordo della nave ci sono anche "accumulatori elettrici che contengono materiale che potrebbe avere altissima tossicità". "Nell'ultimo decennio – ha proseguito il ministro – la maggior parte degli incidenti che hanno avuto effetti gravi sull'ambiente marino e sulle coste sono a carico non di navi petroliere, ma di navi passeggeri o mercantili che sono caratterizzate da un'elevata quantità di combustibile a bordo".

Svuotamento dei serbatoi e assetto attuale della nave
Lo scafo della nave Costa Concordia è adagiato su un fondale roccioso in prossimità di un dirupo. Con future possibili mareggiate (le previsioni meteo del weekend non sono favorevoli) il rischio di un inabissamento è concreto e da esso potrebbero derivare danni strutturali ingenti a parti della nave, come evidentemente i serbatoi. Due settimane la stima del tempo minimo necessario per lo svuotamento dei serbatoi della Concordia secondo il piano di interventi di interventi consegnato ieri, come richiesto dal ministero, dalla compagnia Costa Crociere.  Il problema è capire come stabilizzare la posizione della nave, attualmente in equilibrio precario, per consentire la sicurezza e l'efficienza delle opertazioni di svuotamento.

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