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Codice commercio, associazioni: “No all’eliminazione del limite della superficie commerciale” Breaking news, Cronaca

Firenze – Codice del commercio, tanti punti positivi e un unico nodo critico: ma quest’ultimo è fondamentale. A metterlo in rilievo sono, con una nota comune, le associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti. Il testo riguarda il Codice di commercio che ha avuto il via libera dalla giunta regionale e che ora dovrà affrontare il giudizio del Consiglio Regionale.

Così, ecco i punti positivi, che consentono di sperare che “il testo del Codice sul commercio approvato oggi dalla Giunta Regionale ristabilisca le regole della competizione nel mercato” come dicono, affidando il messaggio a una nota, i presidenti di Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana Anna Lapini e Nico Gronchi: intanto, pieno gradimento da parte delle due associazioni di categoria sulla proposta relativa alla questione delle sagre. “Da molti anni chiedevamo limiti e prescrizioni per chi vuole organizzare eventi temporanei, da un tetto massimo di durata all’obbligo di coinvolgere gli operatori in sede fissa o certificare la finalità dei proventi. Norme necessarie per mettere fine all’uso improprio di sagre e simili, che creano concorrenza sleale con le imprese e si ripercuotono negativamente sui fatturati e sui livelli occupazionali”. Pari approvazione riscuote anche la norma che prevede “la reintroduzione della Conferenza dei servizi per autorizzare le grandi strutture di vendita, così come per il legame tra permesso a costruire e autorizzazione alla vendita”. Valutazione positiva anche per la parte che riguarda i distributori di carburanti: “In particolare per il mantenimento delle fasce orarie per il servizio assistito, che qualcuno voleva togliere equiparando di fatto gli impianti di distribuzione ai negozi”. Ancora un coro di sì accoglie la conferma “dell’attuale impostazione della concertazione territoriale, che continuerà dunque a ospitare il confronto con le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori”.

Ma arriviamo al nodo. Il punto critico riguarda la prevista “eliminazione del limite dei 15mila metri quadrati di superficie commerciale vigente ora per le grandi strutture di vendita”. Una decisione che lascia “confusi” gli ooperatori, in quanto “sconfessa le linee guida che fino ad oggi avevano orientato lo sviluppo della grande distribuzione in Toscana. Oltretutto, era un limite passato al vaglio della Corte Costituzionale quindi pienamente legittimo”, come sottolineano i presidenti delle due associazioni. Preoccupazioni per le conseguenze, dal momento che, spiegano Lapini e Gronchi, “se si approvasse la norma, di fatto si aprirebbe la strada a strutture commerciali immense, veri e propri “mostri” di dimensione spropositata per il territorio toscano. E la Regione si troverebbe ad applicare una politica schizofrenica, che da un lato, a livello turistico, punta a promuovere i borghi e le piccole realtà locali, e dall’altro rischia di pregiudicare la sopravvivenza della piccola rete distributiva”. Una preoccupazione che, dicono i due presidenti, “ci auguriamo venga condivisa, affinché il nuovo Codice possa essere davvero uno strumento normativo efficace per promuovere lo sviluppo del settore nel rispetto dell’identità e della storia del territorio”, concludono Gronchi e Lapini.

 

 

 

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