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Codice Etico? De Zordo ne propone adozione a Firenze Politica

La richiesta è questa: adottare un Codice Etico, peraltro già adottato in altri comuni toscani, che impegni il sindaco e tutti i soggetti da lui nominati (assessori, consiglieri d’amministrazione delle aziende partecipate e dirigenti del Comune) oltre a consiglieri/e comunali e di quartiere a rispettare una serie di comportamenti che vanno dall’obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per concussione o corruzione, all’assenza di una stringente tipologia di conflitto d’interessi, dalla non iscrizione a società segrete fino all’evitare il cumulo degli incarichi.

E stamattina lo hanno presentato in Palazzo Vecchio il capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo e Andrea Bigalli, referente per la Toscana di "Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
"Non solo di primarie si deve parlare in questo periodo, ma è essenziale applicare i principi che tutti a parole sostengono: no a clientelismo, pressioni indebite, conflitti di interessi, sì a trasparenza, controllo, partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Temi mai così di attualità – ha detto Ornella De Zordo  – l'adozione del Codice etico per gli amministratori e i dirigenti del Comune di Firenze, delle sue partecipate e per i consiglieri eletti,  è per l'amministrazione comunale fiorentina una cartina di tornasole per capire con quale e quanta determinazione si vogliano contrastare comportamenti illeciti o non opportuni nell'amministrare la città. La Carta, che contiene semplici principi di buon comportamento che non risultano presenti nello Statuto comunale, estende la sua attenzione anche alle aziende partecipate",

Per don Andrea Bigalli di Libera “l’adesione alla Carta rappresenta l’inizio di un percorso di confronto tra il mondo politico e le realtà associative che appare centrale per far sì che le istituzioni recuperino la fiducia della gente. Come Libera siamo impegnati da tempo e su tutto il territorio nazionale per diffondere questi principi e radicarli sempre più nel dibattito pubblico. Si tratta di cose minime, che ogni amministrazione con un forte senso dell'istituzione che rappresenta può adottare senza problemi, soprattutto a garanzia del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione".
Il Codice etico è un'evoluzione della cosiddetta “Carta di Pisa”, redatta dall’associazione Avviso Pubblico e già adottata da diverse amministrazioni, anche in Toscana (Pisa, Certaldo, Scandicci e Sesto), “per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali”. Il gruppo consiliare perUnaltracittà ha depositato in Consiglio comunale una proposta di delibera per la sua adozione anche nel Comune di Firenze, invitando altri gruppi consiliari a sostenere la proposta e sottoscriverla.

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