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Sindacati, dall’Italia al Marocco si parla anche un po’ fiorentino Società

Mohammedia (Marocco) – I sindacati si parlano e si aiutano a livello globale per spingere datori di lavoro e governi verso nuove forme di alleanze per promuovere e difendere il lavoro. A Mohammedia, città di mare a una ventina di chilometri da Casablanca, si svole in questi giorni un evento all’interno di un progetto di cooperazione organizzato dall’Iscos , l’istituto sindacale di cooperazione allo sviluppo del Cisl insieme con due organizzazioni sindacali marocchine: Ugtm, l’Unione generale dei lavoratori del Marocco e la Fdt, la Federazione democratica del lavoro.

Da venerdì 16 gennaio a domenica 18 gennaio  una trentina di quadri sindacali del paese nordafricano affrontano il tema della formazione dei dirigenti, questione cruciale per consolidare le loro strutture organizzative. Si tratta del secondo round di un percorso che ha al centro il tema della comunicazione e che in questi giorni ha approfondito soprattutto gli aspetti metodologici. Partiti dalla discussione sulle tecniche di apprendimento, i corsisti sono chiamati alla fine delle lezioni a mostrare le loro capacità di ideare e realizzare corsi di formazione.

Il percorso rientra nel quadro di un ampio progetto dal titolo “Promozione e rafforzamento del ruolo e dell’attività dei sindacati e delle organizzazioni della società civile nella protezione dei lavoratori, delle donne e dei bambini in Marocco”, che ha come capofila l’Iscos Marche ed è cofinanziato dalla Regione Marche. “Per muoversi in una prospettiva di integrazione – spiega Luigi Lama, responsabile della formazione dei dirigenti preso il Centro Studi Cisl di Firenze, che ha ideato e dirige questo corso strutturato in tre incontri di tre giorni ciascuno – occorre che i sindacati riescano a parlarsi per capirsi  e per avviare alcune azioni comuni”.

In questo momento sono cinque le organizzazioni sindacali marocchine riconosciute dal governo perché rappresentative di  almeno il 6 per cento degli eletti usciti dalle elezioni delle categorie professionali e obiettivo dell’Iscos e riuscire progressivamente a coinvolgerle tutte: “Anche loro si trovano nella fase di parlarsi e incontrarsi per trovare una linea comune e combinare la competizione fra loro e il proselitismo con progetti di linee politiche e strategie comuni per diventare un interlocutore unitario per le controparti naturali e il governo”, spiega ancora Lama.

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