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Combattere il cancro a colpi di pagaia ed entusiasmo Cronaca

Come si torna alla normalità dopo essere state operate di tumore al seno? Sempre più donne, in tutto il mondo, rispondono: facendo sport insieme ad altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza. Tra i vari strumenti di riabilitazione per le donne operate di tumore al seno si è affermata la disciplina sportiva del dragon boat, che prevede gare su imbarcazioni lunghe 12,66 metri con la testa e la coda a forma di dragone; a bordo vi sono 20 atlete che pagaiano alla canadese, secondo il ritmo scandito dal suono di un tamburo che si trova a prua, mentre a poppa il timoniere gestisce la direzione. A Firenze sono ormai più di quaranta le donne che praticano il dragon boat nella squadra Florence Dragon Lady, formatasi nel 2006 con l’appoggio del Servizio “Donna come prima “, all’interno della sezione di Firenze della LILT (Lega italiana contro i tumori) e la Società Canottieri Firenze.

Per sensibilizzare altre donne sull’importanza terapeutica di questa attività sportiva le donne dell’equipaggio fiorentino si sono esibite domenica 11 settembre a Limite sull’Arno nell’ambito della storica manifestazione “Controcorrente”, edizione 2011, organizzata per “riappropriarsi del piacere di vivere l’Arno e vedere i paesi che il fiume attraversa da un punto di vista diverso dal solito”, come spiega Mario Pucci, della Canottieri Limite.  L’equipaggio del Florence Dragon Lady ha insegnato ad usare il dragon boat, traghettando gli interessati da una sponda all’altra dell’Arno e, al tempo stesso, ha offerto informazioni e raccontato le proprie esperienze per far capire l’importanza dell’attività fisica nella riabilitazione post-operatoria del tumore al seno.

“Dopo un’operazione importante come quella del cancro al seno le donne tendono ad isolarsi e a vivere con difficoltà il ritorno alla quotidianità, -afferma Claudio Caponi, chirurgo dell’ambulatorio senologico dell’ASL 11- mentre l’attività sportiva con altre persone, e in questo caso, l’allenamento sul dragon boat con altre donne che vivono la stessa esperienza, obbliga ad uscire e stare insieme, influendo positivamente sul recupero psicofisico della persona”.
Un gruppo di donne, una barca, un fiume: un viaggio di ritorno alla vita di prima, perché in fondo, come scriveva Mario Luzi in una poesia che è divenuta il motto della Florence Dragon Lady, “Amici dalla barca si vede il mondo / e in lui una verità che procede / intrepida, un sospiro profondo / dalle foci alle sorgenti”.
 

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