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Combattimenti fra robot, la Francia si interroga Società

Parigi –  Anche se crudeli fino all’ultimo bullone, i combattimenti dei robot finora non hanno sollevato sdegno, come quelli dei galli o dei cani. La loro popolarità, dimostrata dal successo di serie tv come Robot Wars , sembra non indignare nessuno. Attività comune nelle scuole di ingegneria di mezzo mondo, il combattimento dei robot ripropone addirittura sfide tra USA e Giappone con modelli giganti che superano i 4 metri, in arene dove terrificanti “mostri” meccanici cercano di disintegrare l’avversario tra grida di esultanza del pubblico.

Finora ci si è preoccupati soprattutto dei rischi che le intelligenze artificiali potrebbero un giorno far correre al genere umano, con scenari di rivolte e ribellioni verso chi li ha creati. In Francia però ci si comincia anche a interrogare se non sulla moralità di questi combattimenti, almeno sul loro significato. Uno di questi è l’informatico Jean Gabriel Ganascia che, riferisce France Culture, che chiede addirittura la loro proibizione. Con argomenti, certo, diversi da chi chiede la messa al bando di combattimenti di cani o le corride, anche perché, almeno al momento, difficilmente si possono considerare individui o esseri dotati di sentimento.

Il problema, affermano gli avversari dei combattimenti dei robot, è che sono come lo specchio della nostra crudeltà. Da questo punto di vista ritengono che siano quasi peggio di quelli degli animali in quanto non mettono in gioco qualità naturali dei combattenti ma sono legati a oggetti creati con il solo scopo di mutua distruzione. I “robot wars” , dicono, ci pongono anche il problema dei nostri rapporti con le macchine che andiamo fabbricando e di quale diritto dobbiamo dotarle.

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