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Come il Grand Tour: dentro i tesori di Santa Croce Cultura, Foto del giorno

Firenze – In Santa Croce sarà sperimentato un modello di visita speciale che si ispira al Grand Tour ottocentesco e permetterà l’incontro ravvicinato con spazi e opere normalmente non accessibili. L’Iniziativa, che sarà avviata nei giorni di mercoledì e venerdì a partire dal prossimo 8 luglio, è stata annunciata stamani – in occasione della riapertura dell’intero complesso monumentale – dalla presidente e dal vicepresidente dell’Opera di Santa Croce, Irene Sanesi e don Alessandro Andreini, con il segretario generale Stefano Filipponi. Presente anche il viceprefetto Alessandra Terrosi che ha sottolineato l’importanza degli sforzi delle istituzioni culturali per la ripartenza di Firenze.

Non è casuale che proprio in Santa Croce, luogo eletto alla prima manifestazione della Sindrome di Stendhal, si attivi la sperimentazione di un modello di visita slow della durata di circa un’ora e mezza, fondato su un rapporto più personale e intimo tra visitatori, spazio ed emergenze artistiche. “Abbiamo costruito la riapertura del Complesso monumentale come un continuo e inaspettato svelamento. Non un ritorno a com’era quanto una nuova sorprendente scoperta”, sottolinea Irene Sanesi.

A disposizione dei viaggiatori del 2020 ci sarà una App, scaricabile gratuitamente su mobile, in lingua inglese e italiana, messa a punto dall’azienda fiorentina D’Uva.  La modalità di visita, che prevede non più di dieci visitatori per volta, risponde alle esigenze specifiche e stringenti della sicurezza legate al Coronavirus.

Il modello Grand Tour permetterà di raggiungere l’area di culto, consentirà di aprire  la cancellata della Cappella Bardi di Vernio custodita dal volto pieno d’umanità del Cristo di Donatello, di entrare della Cappella Bardi di Mangona dove Maso di Banco racconta con intensità di forma e colore le Storie di Papa Silvestro e di Costantino, di  sostare nella sagrestia, uno degli ambienti più suggestivi dell’intera basilica, dove vive la sua nuova vita, dopo la violenza dell’alluvione, il Crocifisso di Cimabue, di entrare nella Cappella Rinuccini con gli originalissimi affreschi di Giovanni da Milano, di immergersi nell’armonia architettonica della Cappella Pazzi.

Nuovo sistema di accoglienza – Due quindi le opportunità per i visitatori: il percorso dei fine settimana (sabato dalle 11 alle 17 e domenica dalle 13 alle 17) che comprende l’intero complesso monumentale ma non gli spazi normalmente inaccessibili (in particolare l’area di culto) e la visita speciale infrasettimanale (nei giorni di mercoledì e venerdì dalle 15,30 alle 17,30) che comprende anche l’area di culto con la Cappelle Bardi di Mangona e Bardi di Vernio, la sacrestia e la Cappella Rinuccini.  La sperimentazione prevede che orari e giorni delle visite speciali possano essere estesi per accogliere tutte le eventuali richieste e per permettere a tutti coloro che lo desiderano di vivere questa esperienza.

La prenotazione per le visite può essere effettuata on line dal sito www.santacroceopera.it

Riapertura dell’intero complesso monumentale – Santa Croce questa mattina ha intanto riaperto le porte dell’intero complesso monumentale. Gioia ed emozione per il ritorno dei visitatori nel chiostro, dove si affacciano la scenografica architettura della Cappella Pazzi e il rigore del cenacolo, luogo di incontro tra quotidianità francescana e grande arte (da Taddeo Gaddi a Vasari).

Foto: Andreini, Sanesi, Ferroni e Filipponi

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