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Commercio, crescono le imprese straniere, resta la crisi delle attività Breaking news, Economia

Firenze – Continua a crescere l’imprenditoria straniera, ma la contrazione delle attività commerciali avviene ugualmente. E’ questa, in sintesi, la notizia che proviene da Confesercenti, che la correda con i dati: secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Confesercenti, su scala nazionale, ad agosto 2016 le imprese straniere nel settore commercio sono oltre 160 mila; il 18,5% del totale con un aumento di circa 7 mila imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E tuttavia il boom di aperture di imprenditori non italiani non interrompe “la desertificazione delle attività commerciali: il settore perde complessivamente quasi 2mila imprese, con un vero e proprio crollo delle attività in sede fissa che registrano una flessione di -5 mila negozi; tutto questo rispetto allo stesso periodo del 201″.

Le imprese straniere crescono in particolare nel commercio ambulante, dove si registra il sorpasso dei non italiani: 103 mila le straniere, vale a dire il 53,1% del totale e un +4,9% rispetto al 2015.

Per quanto riguarda le tipologie di merce, sia nel commercio su area pubblica che in quello in sede fissa l’incidenza straniera si concentra maggiormente nel settore moda e tessile; anche se, a crescere più velocemente sono i negozi di frutta non italiani, in aumento dell’11,8% nell’ultimo anno.

La Toscana – Nella nostra regione, nella fascia temporale  2011-2015, a fronte di una diminuzione di 2.108 imprese italiane si è avuto un aumento di 2.227 straniere.

In Toscana nel 2015 risultano esistenti 11.144 imprese non italiane, e l’incidenza sul totale nazionale di imprese straniere è del 7,2%. La nostra regione si colloca, così, quinta in classifica, per incidenza di imprese straniere, dietro a Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia; e distanzia, però, regioni simili per caratteristiche come Emilia Romagna e Piemonte.

E ‘incredibile constatare come ormai nel mondo del commercio di piccole o piccolissime dimensioni, – commenta Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana – gli unici segni di vitalità arrivino dagli imprenditori stranieri e la presenza di oltre 11 mila imprese a conduzione straniera in Toscana ne sono la testimonianza “.

A livello nazionale, anche dal punto di vista dell’occupazione le imprese straniere si confermano più dinamiche della media: ad agosto 2016 il settore commercio in sede fissa registra oltre 1.752.488 addetti, circa 36mila in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma anche in questo caso, sono gli addetti delle imprese non italiane a crescere ad un ritmo superiore, +8,7% con un media del settore a +1,7%.

Le imprese straniere sono caratterizzate, però, da una longevità più bassa rispetto alla media generale; in alcuni casi si può parlare, addirittura, di aperture ‘mordi e fuggi’.

In pratica le imprese straniere crescono numericamente ogni anno, mantengono o addirittura creano occupazione, producono integrazione sociale e ancora qualcuno tenta di demonizzare questa forma di microimpresa. – conclude il Presidente di Confesercenti Toscana – certo esiste anche il lato della medaglia meno piacevole e cioè il fatto che alcune comunità straniere tendono a non integrarsi o a farlo molto lentamente, in alcuni settori specifici approfittano di norme lacunose per vendere di tutto e in altri casi il rispetto delle normative sanitarie, sicurezza sul lavoro, ecc. non sono proprio la priorità. Resta il fatto che una buona convivenza tra imprese “autoctone” e imprese straniere è e resterà forse la risposta migliore di integrazione in momenti come questo in cui il tema dell’immigrazione incombe e costringe anche il mondo delle imprese a riflessioni profonde”.

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