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Commercio, Stop al divieto di aprire nuovi bar e ristoranti in centro Cronaca

Un modello Firenze per il commercio. Un modello che non chiude le porte alle liberalizzazioni ma dice no alla deregulation, utilizzando tutti gli strumenti normativi possibili, dal piano del commercio al regolamento urbanistico, «per non lasciare che il commercio si sviluppi in assenza di controllo dell’amministrazione, preservando botteghe artigiane, centri commerciali naturali,  negozi di vicinato e tutto ciò che ha sempre contraddistinto il nostro commercio permettendogli di reggere alla crisi». La ricetta di Dario Nardella, esposta questo pomeriggio al Consiglio comunale, è fatta di poche semplici regole e salva in toto il Piano del Commercio varato prima che il Decreto Salvaitalia introducesse le tanto discusse liberalizzazioni. Al decreto Monti, che elimina per gli esercizi commerciali limiti di orario e chiusura, limiti merceologici e limiti territoriali, non tutte le Regioni si sono adeguate e alcune, come la Toscana, sono in attesa della sentenza della Corte costituzionale in merito al ricorso per conflitto di attribuzione. «Ma intanto sono i Comuni a varare le ordinanze e dover decidere se applicare la legge dello stato o quella regionale – ha spiegato il Vicesindaco – In Toscana occorre molta prudenza. Il Tar ha già sospeso ordinanze in contrasto con il decreto Monti emanate dai Comuni di Prato e Pontedera. Il sindaco non firmerà ordinanze contrarie alla legge dello Stato che con ogni probabilità sarebbero impugnate da privati. Ma intanto non possiamo star fermi». E di qui la formula tutta nostrana a metà strada tra rispetto delle liberalizzazioni e la linea della giunta, su cui converge la maggioranza, di mantenere le prerogative di regolamentazione legate alla tutela del centro storico e alle peculiarità della città. Intanto, quanto alle aperture, «in centro storico è consentito da anni aprire i negozi la domenica e nei festivi – ha ricordato Nardella – Per il resto finora la grande distribuzione si è autoregolamentata, (ad esempio i supermercati hanno aperto la domenica solo alcune sedi) ed il piccolo commercio ha reagito senza barricate». Sul fronte localizzazioni, il Comune dovrà attendere che la Regione si adegui, entro il 27 marzo, mettendo mano alle norme urbanistiche per introdurre forme di controllo e governo della Grande distribuzione». Quanto, infine, al divieto di porre limiti alle categorie merceologiche, «il Salvaitalia prevede deroghe per la tutela di ambiente urbano e patrimonio artistico che rendono assolutamente compatibile il nostro Piano del commercio, il quale già prevede strumenti di tutela delle nostre botteghe artigiane, i caffè storici, le vie tradizionali del commercio». Il regolamento di somministrazione verrà in aiuto dell’amministrazione per mantenere un controllo sull’apertura di nuovi bar e ristoranti, visto che il divieto di aprire in centro nuovi locali di somministrazione, in vigore da 3 anni, scadrà il prossimo 8 marzo, e «nel nuovo contesto il Comune non potrà confermare questo blocco –  conclude Nardella  – ma interverremo con altri strumenti per evitare la totale anarchia».

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