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Commozione e partecipazione ricordando Franco Ballerini Sport

Una grande parte del mondo ciclistico si è ritrovata a Casalguidi per commemorare il terzo anniversario della scomparsa di Franco Ballerini. Perdeva la vita il 7 febbraio 2010 a seguito di un incidente d’auto mentre disputava il rally di Larciano.
    Una tragedia che il ciclismo non dimentica. E' stata una giornata fredda, ventosa, triste. Ma sentita da tantissimi che hanno voluto di persona  rendere un commosso omaggio a questo grande personaggio delle due ruote che oggi avrebbe avuto 48 anni. In prima fila, naturalmente, i familiari con la vedova signora Sabrina ed i figli Gianmarco, giovane calciatore, che come tale ha vissuto recentemente un esperienza a Los Angeles e Matteo. “Franco – ha sussurrato Sabrina – amava la vita ed il ciclismo era nel suo dna”.
   Intorno ai familiari il mitico Alfredo Martini, che il giorno della tragedia a velocità folle si portò all’ospedale di Pistoia, dove intanto era stato trasportato Ballerini, ma non fece in tempo a vederlo ancora in vita. Presenti oggi anche i direttori sportivi Luca Scinto e Fabrizio Fabbri; Daniela Isetti vice presidente della Federazione ciclistica Italiana; Giacomo Bacci presidente del Comitato toscano di ciclismo; tanti dirigenti di società; tanti amici arrivati anche da lontano; tantissimi paesani.
   Ma soprattutto una schiera di studenti della scuola media Enrico Fermi che per iniziativa del Comitato “Amici di Franco Ballerini” ed il patrocinio del Comune di Serravalle Pistoiese, di cui Casalguidi è una frazione, che nella mattinata si sono incontrati con Martini e gli altri esponenti del mondo delle due ruote, per discutere il tema “Lo sport come scuola di vita”. Ed a quei ragazzi Ballerini, quando si trovava a casa dedicava spesso del tempo per insegnare loro la passione per lo sport che per lui era scuola di vita.
   I ragazzi, tra i quali i giovanissimi corridori della società “Milleluci”,  si sono anche espressi in attività didattiche con disegni e temi ed esibizione in bicicletta “disegnando” divertenti gimkane. Ed in quei momenti scendevano in piazza pure i ”Bike Trial” dei fratelli Iacopini.
    Commosso, profondamente umano l’interveto di Martini che ha ricordato il “Ballero”, la sua figura di uomo, di atleta campione sua anche la Parigi-Roubaix, e maestro di ciclismo. Ha sottolineato la sua passione e la sua lealtà verso lo sport.
    Dopo una mattinata tanto intensa, i partecipanti a questa cerimonia nel pomeriggio si sono recati al cimitero di Casalguidi per deporre sulla tomba del campione una corona di fiori. Infine alle ore 17,30 è stata celebrata una Messa commemorativa nella chiesa parrocchiale di Casalguidi.
  Naturalmente non poteva mancare il ricordo di Renato Di Rocco presidente della Federazione ciclistica di cui riportami questi frammenti : “Sono passati ormai tre anni ma Franco è ancora con noi. Il suo ricordo ci accompagnerà per sempre. La sua tragica ed improvvisa scomparsa è stata un’enorme perdita non solo per la Federazione ma per tutta la famiglia del ciclismo. Con lui se ne andata una persona straordinaria eccezionale, un punto di riferimento. Il suo lavoro ed il suo esempio sono rimasti e li ritroviamo sempre nei valori della maglia azzurra, valori che la Federazione difende e porta avanti con decisione”. 
Franco Calamai

 

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