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Comune di Firenze, i servizi demografici “s’impallano”, lavoratori: “A rischio diritti fondamentali” Breaking news, Cronaca

Firenze – La crisi parte dalle “maestranze”, e rischia di diventare devastante: sono i servizi anagrafici e lo stato civile del Comune di Firenze a levare gli scudi e a dichiarare pubblicamente che, con questo sistema, il Comune rischia l’impasse. Insomma, detta in italiano, “s’impalla”. Perché? I motivi, come dicono i dipendenti comunali, sono in buona sostanza tre: sottorganico, un sistema operativo difficile e non affidabile, mancanza di formazione adeguata. Una situazione che rischia di mette in forse i diritti fondamentali dei cittadini e quelli dei lavoratori.

Prima di tutto, ecco di cosa si parla. I servizi demografici sono quelli che garantiscono la rergistrazione della vita del cittadino, accompagnandolo dalla nascita alla morte, attraverso tutte le sue vicende esistenziali: matrimoni, separazioni, divorzi, diritto di cittadinanza, carta d’identità, ecc. Se non funziona lo stato civile, non nascono bambini, non muoiono le persone, non si contraggono matrimoni e i divorzi diventano impossibili.

Certo, tutto questo spinto all’eccesso, ma in realtà le doglianze manifestate stamattina dai dipendenti degli uffici hanno l’obiettivo di non dover giungere a questo. Anche perché, già ora, si arriva alla situazione paradossale che, se qualcuno volesse sposarsi in aprile, per esempio, e se ne va a chiedere lumi negli uffici, rischia di vedersi posticipare la data di matrimonio anche di 4 mesi.. con buona pace della sposa, se magari non voleva affrontare il caldo africano dell’agosto.

Allora, stamattina i dipendenti, coadiuvati dalle Rsu, si sono sfogati. In primis, la questione veramente grave è la mancanza di personale. essere sottorganico comporta infatti una serie di conseguenze non solo gravissime per i diritti, ma anche per l’organizzazione dei servizi, che rischiano di saltare. Ad esempio, il ricorso pesante e pressante allo straordinario, gli spostamenti del personale da una sede all’altra, con aggiunto l’esigenza di visibilità che, dicono i lavoratori, “affligge i presidenti dei quartieri, che vogliono tenere aperti le sedi anche in mancanza di organico”. Non solo. Se tutto questo si traduce in disservizio per il cittadino, per i dipendenti comporta la sindrome della “grande fuga”: vale a dire, le richieste di essere spostati in altre direzioni fioccano. Ma per i pochi “fortunati” che ce la fanno, restano gli “sfortunati” e sono la maggior parte, che devono restare inchiodati al loro posto. “Roba che neanche la servitù della gleba …”, dice un lavoratore.

In tutto ciò, piomba anche la notizia, ormai ben nota, dei prossimi pensionaamenti: venti unità, che nei prossimi tre anni andranno a godere del meritato riposo. Ma che d’altro canto andranno a sguarnire ancora di più le fila. Ed è su questo che il rappresentante dell’Usb Marco Donatini pone il dito, insieme agli altri rappresentanti sindacali e ai lavoratori: è necessario che l’organico venga rimpinguato e anche con una certa celerità, altrimenti l’ “impallo” è dietro l’angolo.

Ancora, la carenza di formazione è un altro grande nemico del servizio. Carenza di formazione e aggiornamento del personale, che le rilevanti modifiche normative e le nuove attribuzioni di attività del servizio rendono non solo improcrastinabili, ma necessarie. Tant’è vero che i dipendenti sono costretti a ricorrere alle auto-formazioni, e al pagamento, di tasca propria, di una speciale assicurazione contro gli sbagli che, dato lo stato delle cose, sembra  impossibile non commettere. Ancora, non è finita, la pesantezza del sistema operativo Acropolis. Un sistema che, denunciano gli operatori, è farraginoso e inadeguato, un programma informatico la cui lentezza e macchinosità rischia di creare rallentamenti e quindi conseguenti e prevedibili frizioni con i cittadini.

Unica buona notizia, ma il rischio è quella di non conservarla a lungo, è che l’indice di gradimento, in particolare proprio per questo settore del servizio comunale, rimane ancora alto. Per fortuna, visto che nell’anno i contatti con gli uffici demografici sono circa 64mila, sui 194mila complessivi del Comune.

Ma tocchiamo con mano cosa vuol dire “difficoltà” in questo particolare settore dell’amministrazione pubblica. I tempi per le pubblicazioni matrimoniali, ad esempio, arrivano a 4 mesi; i tempi per le registrazioni del divorzio arrivano quasi ad eguagliare quelli del tribunale civile e ,a livello di immagine e sostanza, i giuramenti dei nuovi cittadini italiani avvengono in sala Rossa, a Palazzo Vecchio, solo il martedì e il venerdì: per il resto, corridoio, magari pavesato di bandiere tricolori e del giglio fiorentino.

“Immaginate in tutto questo – dice una dipendente – cosa vorrà dire il lavoro in più dovuto alle elezioni”. Certo, dal momento che sono proprio questi uffici a sorbirsi una buona fetta di funzioni elettorali.

allora, primo passo, dicono dipendenti e Rsu, “un incontro urgente col capo del settore, il direttore Generale Gabriele Parenti e con l’assessore al personale Gianassi; in secondo luogo, una rapida assunzione di organico per aiutare le “maestranze” e coprire “le voragini”; terzo passo, se niente si muove, mobilitazione”. e tutto fa scommettere che si tratterà di una dura mobilitazione, se vi si giunge; anche perché, se non cambiano le cose, dicono tutti, la macchina “s’impalla”.

 

 

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