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Comune di Firenze, maggioranza compatta, via libera al bilancio Politica

Firenze – Dodici ore di dibattito in consiglio comunale, ma alle 21 circa di ieri sera il bilancio presentato dall’assessore Lorenzo Perra ha avuto il via libera dall’assemblea comunale. In sede di voto, con 23 sì della maggioranza Pd e 7 contrari, vale a dire tutte le opposizioni (Da Forza Italia a Sel-FRS, FdI e Gruppo Misto) hanno dunque avuto semaforo verde il Bilancio annuale 2015, bilancio pluriennale 2015-2017, bilancio armonizzato 2015-2017, piano triennale investimenti, programma triennale dei lavori pubblici, relazione previsionale e programmatica e piano delle alienazioni e valorizzazione.

Un corposo bagaglio che permetterà alla giunta di procedere verso quelle “innovazioni” che sono state ampiamente contestate nel corso della discussione dalle opposizioni, accusate anche, dal capogruppo del Pd Angelo Bassi riguardo a una delibera collegata al bilancio che prevede la possibilità da parte dei gestori degli impianti sportivi di prevedere una tariffa per la loro utilizzazione, delibera contestata fortemente da Forza Italia, di “essere in campagna elettorale permanente”. Di fatto, in ogni caso, si può affermare che il bilancio mantiene la fisionomia con cui era uscito dalla giunta, vale a dire: la manovra è di 42 milioni di euro, lascia intatta la grande fiscalità, prevede la detrazione da 25 a 35 euro sulla Tasi per ogni figlio a carico (bocciata l’estensione della detrazione proposta dalla consigliera Miriam Amato ai figli nella fascia 18-26 anni), Imu azzerata per cinema e teatri, oltre all’esenzione per i nuovi insediamenti produttivi derivanti da trasformazione. Per quanto riguarda le entrate, faranno leva, come annunciato nel bilancio di previsione, su due voci: turismo e multe.

Per quanto riguarda le riduzioni di spesa, in buona sostanza il Comune “se le gioca” sul personale comunale, interessi e mutui dell’amministrazione e i costi di gestione dei rifiuti.

Da annotare, inoltre, l’approvazione di un “preoccupato” odg, sottoscritto dai consiglieri PD Stefania Collesei, Alessio Rossi, Cecilia Pezza, Francesca Nannelli, Benedetta Albanese, Serena Perini, Luca Milani, Niccolò Falomi, Leonardo Bieber e Domenico Antonio Lauri, che riguarda, a seguito di tutte le polemiche scatenate, la novità delle gestioni per “appalto” delle scuole dell’infanzia cittadine per quanto riguarda l’attività didattica pomeridiana. Un odg che mette nero su bianco alcuni “paletti”: che “tale modalità di gestione abbia tutti i requisiti per garantire la qualità del servizio educativo pomeridiano che si va ad aggiungere al tempo scuola; Che la costruzione di questa nuova modalità di gestione coinvolga il personale della scuola dell’infanzia, le famiglie e i sindacati ed il Consiglio Comunale; Che si condivida con le parti sociali interessate la riorganizzazione del servizio per l’individuazione delle priorità da assicurare nell’appalto del servizio; Che fin da subito si proceda alla definizione di un piano in grado di costruire una prospettiva di mantenimento del modello educativo fin qui consolidato, con personale pubblico a tempo indeterminato aprendo un tavolo col Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca”.

Ma in realtà, il vero problema attorno cui sono ruotate buona parte delle contestazioni sollevate dall’opposizione di sinistra, è la questione delle “privatizzazioni”, china che, secondo molti consiglieri intervenuti, è stata pericolosamente imboccata dal governo cittadino. Contestazioni di metodo e scelta politica, quelle che giungono dal consigliere Trombi (Sel-FRS): “Io contesto la ricetta, che il sindaco rivendica come “di sinistra”, per cui un comune che esternalizza, se coinvolge i privati nel suo disegno, allora sarebbe un comune di sinistra. Anzitutto ci sono dei servizi che non possono e non devono essere esternalizzati, perché è giusto che nessuno possa lucrarci sopra in alcun modo, perché sono servizi essenziali che abbiamo il dovere non solo di garantire – cosa di cui l’amministrazione si accontenta evidentemente – ma anche e soprattutto che devono essere di qualità, coerenti, organizzati in modo globale; che devono garantire la dignità e la professionalità di chi ci lavora, e garantire anche chi di questi servizi fa uso”; seguono contestazioni sulla credibilità della giunta e del sindaco, come sottolinea Francesco Torselli (Fratelli d’Italia): “Il bilancio 2015 del comune di Firenze doveva essere basato, in teoria, sulla tutela della famiglia e sugli aiuti ai settori economici più colpiti dalla crisi mentre, in pratica, per le famiglie aumentano le tariffe dei parcheggi e diminuisce l’età dei figli detraibili dalla TASI, così come per i settori colpiti dalla crisi aumenta la tassa di soggiorno e la tassa sull’occupazione del suolo pubblico”; contestazioni sulla tepidezza delle manovre per la ripresa del tessuto imprenditoriale, come specifica nel suo intervento Jacopo Cellai, Forza Italia: “Troppo poco per le imprese. Le agevolazioni Imu e Tasi a favore delle imprese si confermano, ancora una volta, ben al di sotto delle aspettative e decisamente inferiori a quanto deliberato in molti altri comuni italiani”.

Sintetizza, sul versante delle privatizzazioni cui il Comune ha dato il via, Cristina Scaletti, Firenze Viva: I servizi alla persona, se privatizzati, acuiscono la crisi sociale e personale di ognuno. Che Stato è uno Stato che taglia sui beni essenziali? Che Stato è lo Stato che permette che siano i privati, per quanto bravi e capaci, a gestire beni comuni? Il sindaco Nardella e il presidente del Consiglio fanno una scelta precisa molto lontana dai cittadini e dal dettato costituzionale”.  

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