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Comune di Firenze, nuovo incontro sul contratto decentrato Breaking news, Cronaca

Firenze – L’incontro per fare il punto sul contratto decentrato del Comune di Firenze è avvenuto ieri. Il confronto fra la delegazione trattante e l’amministrazione è in corso da alcuni mesi. Si tratta di un punto importante, che coinvolge circa 4mila lavoratori. “Il documento ha una prospettiva a  “tutto tondo” per quanto riguarda la situazione lavorativa dei dipendenti – spiega Stefano Cecchi, Usb – e ci si aspetta che dia un minimo di risposte nel rispetto dell’equità fra i vari soggetti, soprattutto alla luce del blocco contrattuale nazionale e in particolare dopo le vicende trascorse nel Comune di Firenze a seguito delle ispezione del MEF, al mancato relativo impegno delle ultime due Amministrazioni, ed al conseguente taglio del fondo per il salario accessorio che ha ridotto notevolmente le retribuzioni di gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Ente”.

La proposta di accordo presentata dall’amministrazione comunale ha però accolto solo in piccola parte le osservazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali. A fronte di ciò, l’ USB ha avanzato una serie di osservazioni,  in primo luogo circa la scarsità del fondo che, secondo il sindacato di base, deriverebbe anche “da una ricostruzione fatta usando come si dice “le braccine corte” e che pertanto potrebbero essere insufficienti a dare una giusta ed equa risposta complessiva a tutti i dipendenti dell’Ente”.

Dunque, in primo piano a richiesta di ciò che l’USB definisce ” un impegno economico serio, che dia nei primi due anni una risposta certa in materia di progressioni economiche orizzontali ai 700 colleghi/e che ancora si trovano nella categoria iniziale e che dal terzo anno riattivi il meccanismo di progressione per tutti”.

Un altro punto giudicato fondamentale, riguarda la “produttività collettiva minima”, per la quale si richiede sia stabilita “una cifra minima garantita base per tutti perché la produttività non diventi uno strumento residuale con il rischio che possa rivelarsi di ancor minore incidenza di oggi”.

Inoltre, un’ulteriore richiesta riguarda l’istituto dei progetti speciali. “Chiediamo che non sia un istituto appannaggio di pochi e magari anche sempre degli stessi  – attacca il sindacato – ma diventi, se deve esserci , uno strumento che coinvolga anche in modo alternato la totalità dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Ancora, fra i punti che il sindacato di base giudica fondamentali per la trattativa, l’indennità di disagio, che dovrebbe rispondere alla logica di “un’ equa attribuzione dell’indennità di disagio rivalutata fra tutti coloro che prestano attività lavorativa in condizioni particolari”;  le indennità di responsabilità, per cui è richiesto “un incremento quantitativo sia dello stanziamento che della platea alla quale possono essere attribuite le varie indennità di responsabilità ricomprendendo tutte le figure B1,B3,C, D”; l’assetto organizzativo dell’Ente, di cui viene richiesta la riorganizzazione “con la conseguente riduzione del numero delle posizioni organizzative”.

“Auspichiamo –  conclude la nota dell’Usb – che quanto da noi proposto possa diventare patrimonio di tutti i soggetti sindacali impegnati nella trattativa. USB procederà all’eventuale stipula del Contratto Decentrato solamente dopo l’informazione e l’approvazione del testo da parte di tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’Ente”.

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