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Comune Firenze, firmato l’accordo “svolta” per il contratto decentrato Cronaca

Firenze – Firmata ieri la preintesa sull’accordo del contratto decentrato per i dipendenti comunali. Un traguardo importante, che, come spiega Stefano Cecchi (Usb), rappresentante delle Rsu al tavolo delle trattative, “pur senza trionfalismi, che non servono, segna una svolta”.Il dato politico rilevante, continua il sindacalista, è rappresentato dal fatto che “dopo tanti anni di attacchi ai salari, agli istituti contrattuali, dovuti alle ispezioni del Mef, della Corte dei Conti, alla politica renziana nei confronti dei dipendenti, finalmente si è giunti a un accordo che rende un po’ di giustizia a tutti i dipendenti comunali”. Insomma “qualcosina” è stato strappato per tutti. Senza trionfalismi, come ribadisce Cecchi.

Ed ecco i punti salienti. In primo luogo, si è riaperto il processo che a seguito della legge Brunetta era stato stoppato, vale a dire quello delle progressioni economiche cosiddette orizzontali. I dipendenti comunali sono infatti inquadrati per area, in cui ci sono delle “caselline” che valgono come progressioni economiche. Tanti lavoratori, a seguito delle sblocco di questo percorso, potranno accedere a qualche soldo in più, in primis, come da accordo, gli assunti del 2009, anno in cui la legge bloccò il meccanismo. Insomma si comincia da chi non ha mai ottenuto le “progressioni”.

Altro punto dirimente, la produttività collettiva. Una quota fissa, vale a dire il 60% delle risorse aggiuntive, verrà destinata ogni anno a questo scopo, diventando non più strumento residuale, bensì trasformandosi in una quota che potrà essere più o meno cospicua, ma che andrà nelle tasche di tutti i lavoratori del Comune.

Ancora, fra i punti qualificanti l’accordo, quello sulle indennità di disagio, che sono state portate a tre fasce, partendo da 30 euro, passando per 60 fino a 90, che è il tetto massimo dell’indennità. Di questo beneficeranno non solo i vigili urbani, ma tutti i dipendenti comunali che si trovino a svolgere attività di “disagio”, in primis i lavoratori cimiteriali.

Inoltre, sono stati rivisitati tutti gli altri istituti contrattuali, a partire dalle varie indennità che riguardano l’area amministrativa, nell’orientamento guida di allargare la platea delle persone che potranno accedere a questi istituti. Sul tavolo, anche la necessità di rivedere l’assetto organizzativo della macchina comunale, nella direzione di procedere a una riduzione graduale delle posizioni organizzative, le “famose” P.O., alla luce della diminuzione avvenuta dei dipendenti comunali, che rende necessario la diminuzione corrispondente degli “ufficiali”.

Il prossimo passo, quello di una verifica fra i lavoratori, che verrà attuata grazie all’assemblea generale, che si terrà verso fine mese, in cui si spiegheranno i punti dell’accordo ai dipendenti e si deciderà se sottoporre o meno l’intesa a referendum.

“Dopo tanti anni, finalmente, senza enfasi si può dire si è data una svolta – conclude Cecchi (Usb) -ognuno rispettando il suo ruolo, chi più barricadero, chi meno, tenendo presente, per quanto ci riguarda, che continuiamo a tenere ferma una visione complessiva di tutti i dipendenti del Comune, un principio che rientra in una logica di rappresentanza generale e non settoriale degli interessi dei lavoratori. Tutti”.

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