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Comune, Usb secondo sindacato, Cecchi il più votato Cronaca

Firenze – “Siamo cresciuti, unico caso, sia in valori assoluti che in percentuale”. La soddisfazione è evidente: Stefano Cecchi, leader dell’Usb cittadino, premiato dai lavoratori di Palazzo Vecchio con 350 voti “personali” (il più votato), commenta il giorno dopo il trionfo il messaggio uscito dall’urna.

I dati non lasciano adito a dubbi: l’Usb avanza dell’8,94 punti percentuali aggiudicandosi 14 rappresentanti invece dei nove precedenti. Insieme all’Unione sindacale di Base segno positivo anche per i Cobas, che guadagnano lo 0, 42% e del sindacato autonomo Diccap, + 0,73%. In perdita la Cisl, – 4,34%, Csa – 0,34 punti percentuali, la Cgil che perde il 5, 07%, la Uil che limita la perdita a -0,32%.

Fatti i conti dei voti, ecco i numeri di tutti i rappresentanti nelle Rsu: detiene il maggior numero di rappresentanti sindacali la Cgil, che nonostante la perdita mantiene 16 esponenti; seconda l’Usb, che conquista 14 rappresentanti; segue la Uil con 9 rappresentanti, la Csa con 4, la Cisl con 3, Cobas 3 Diccap 2.

Per l’Unione sindacale di base c’è anche un’altra soddisfazione. Nel secondo scrutinio, quello per l’elezione dei rappresentanti per la sicurezza, diventano il primo sindacato con la bellezza di 6 rappresentanti su 18.

“I lavoratori hanno riconosciuto la nostra opposizione sempre coerente rispetto alle scelte politiche della giunta Renzi-Nardella e il duro attacco ai salari dei dipendenti – spiega Cecchi – non abbiamo fatto promesse demagogiche in campagna elettorale, abbiamo solo detto che mettendoci la faccia tutti, potremo cercare di arrestare il pesante attacco portato dal Governo Renzi (prima Sindaco) alle condizione dei lavoratori”.

E ora? Ora “la giunta Nardella si troverà di fronte una rappresentanza che si opporrà con forza a tutte le manovre che mirano a svendere e privatizzare con i servizi pubblici i lavoratori del comparto. Noi andremo sempre a testa alta e schiena diritta – conclude Cecchi – non prometteremo mai cioccolatini e caramelle a nessuno”.

 

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