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Comunicazione della Pa, frontiere di un percorso incompiuto Cultura, Società

Partendo dalla questione aperta dell'incompleta e non sempre coerente attuazione delle legge sulle attività di informazione e comunicazione della pubblica amministrazione (Pa), il Comune di Portoferraio (Isola dell'Elba) ha deciso di organizzare con il patrocinio del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, nell’ambito degli eventi della Festa della Toscana, il workshop "Identità nazionale: i nuovi percorsi della comunicazione pubblica", che si terrà il 26 novembre presso il Centro congressi De Laugier a Portoferraio. Un'occasione di approfondimento e dibattito sulla comunicazione pubblica e le nuove tecnologie, in rapporto al territorio e al senso identitario del cittadino. Relazione bidirezionale tra amministrazione e cittadino, ascolto e dialogo con i cittadini, trasparenza dell'attività amministrativa come presupposti per una democrazia partecipata da cittadini informati e consapevoli, ed anche generatrice di "valore sociale", comunicazione territoriale e ruolo del cittadino nel processo comunicazione integrata. Questi i principali temi del workshop, evento ad ingresso gratuito rivolto in particolare a sindaci, amministratori, funzionari pubblici, forze dell’ordine, organi di informazione, associazioni di categoria, in cui è auspicata la partecipazione anche di giovani e cittadini interessati. Un evento culturale, quello su cui investe il Comune di Portoferraio, particolarmente utile in un momento di crisi economica in cui i tagli investono anche i servizi pubblici, mettendo in crisi in modo crescente il rapporto domanda-risposta tra cittiafini e Pa. E che realizzato nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia, vuole promuovere il ruolo  della comunicazione pubblica come disciplina e prassi indispensabile per una società più democratica.

Relatore sarà il prof. Francesco Pira, sociologo docente di Comunicazione delle organizzazione complesse e relazioni pubbliche presso la Facoltà di Lingue dell'Università di Udine, tra i massimi esperti di comunicazione e consigliere nazionale dell'Associazione italiana di comunicazione pubblica.  "La Pubblica amministrazione (Pa) sta affrontando un faticoso percorso di evoluzione che vede come punto di partenza la legge n. 150 del 2000, che impone alla Pa il dovere di informare e sancisce il diritto del cittadino ad essere informato. A partire da questo punto in avanti, nel corso di oltre dieci anni – spiega Pira – abbiamo assistito ad una lenta marcia verso la costruzione di un nuovo modello di Pubblica Amministrazione, aperta al dialogo, in relazione con il cittadino, al servizio della comunità, alla quale rendere conto di ciò che si realizza in termini di servizi e diritti  garantiti in funzione degli obblighi richiesti. Questi anni sono stati nel contempo quelli dell’esplosione di internet e di tutte le forme di comunicazione e relazione bidirezionale che esso consente”.

Nella sua anticipazione il prof. Pira ci ricorda come la nostra pubblica amministrazione si muova con difficoltà verso il modello le cui basi sono state gettate dalla legge 150 "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni", legge che attende ancora, a più di un decennio, una sua corretta e diffusa applicazione nel paese. Molta strada c'è da fare per far corrispondere alle disposizioni della legge la coerenza di organizzazione interna: la funzione d'informazione verso i mezzi di comunicazione di massa da un lato e la funzione di comunicazione con il cittadino dall'altra, come attività contigue ma diverse. Ma anche per finalizzare queste attività alla trasparenza dell'attività amministrativa come presupposto del dialogo con l'esterno e del servizio al cittadino, che ha le sue origini già nella legge 142/1990. Sul cammino della 150 per un'amministrazione che "mette il suo operato in comune con il cittadino" e che stabilisce un'interazione costruttiva col cittadino (meccanismi di ascolto e feedback) ci sono  ostacoli e facilitazioni. Tra i primi ad esempio la scarsa comunicazione interna all'organizzazione, tra gli uffici che compongono l'ente, associata ad una debole comunicazione organizzativa, due aspetti che intralciano condivisione e consapevolezza dei contenuti e delle informazioni da comunicare in modo coordinato, corretto, leale ed aperto ai cittadini. Tra i secondi le Information and Communication thechologies (Ict), dai sistemi informativi, evoluzione delle banche dati, accessibili anche da rete, ai servizi pubblici online ai servizi online con accesso certificato (personalizzati), ai new media e ai social media. Tutte tecnologie a disposizione della pubblica amministrazione che, attraverso gli esperti di sistemi informatici delle banche dati o anche dei sistemi di rete, web compreso,  l'hanno resa sempre più digitale (processo di digitalizzazione della amministrazione digitale) ma non ancora "comunicativa", in generale s'intende, perchè ci sono in diverse regioni italiane casi virtuosi. Ciò è dovuto ad un altro fattore limitante, l'assenza o l'esclusione, all'interno della pubblica amministrazione, di figure professionali esperte in comunicazione, che costituiscono risorsa imprescindibile per espandere e potenziare la capacità comunicativa degli uffici pubblici con i propri cittadini ed anche dei servizi via rete.
Pensiamo che in alcuni ambienti, non solo nella pubblica amministrazione, si identifica il concetto di comunicazione con le tecnologie di rete di cui essa si serve, ed in particolare quelle web, soprattutto a causa del dominio che gli esperti e scienziati dell'informatica hanno detenuto per decenni nella gestione del web. E non vi stupite di incontrare chi pensa che "parlare all'altro", di una qualunque disciplina tecnica, scientifica o umanistica, o anche di politica, significhi tout court comunicare, o peggio ancora chi crede che comunicazione pubblica sia parlare al pubblico.
Comunicare è una interazione bidirezionale che richiede contesto, mezzi, contenuti, intenzione e forme idonei perchè ciò avvenga, e soprattutto è una modalità culturale di porsi verso l'altro che ha precisi e fondamentali presupposti, esattamente come li ha il giornalismo. E la pubblica amministrazione, più di ogni altro per le funzioni che ricopre, non può essere perdente in questa cultura. Si possono impiegare tutte i mezzi e i migliori sistemi informatici e di rete, senza comunicare nulla o distorcere la comunicazione.

Per tutte queste difficoltà nell'affermazione della Comunicazione pubblica, auspichiamo la più ampia partecipazione al workshop di Portoferraio. Ad aprire i lavori del workshop sarà Roberto Perla, sindaco di Portoferraio, cui seguirà l'introduzione di Antonella Giuzio assessore Cultura e promozione immagine della città e di Aurora Ciardelli responsabile Comunicazione del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano.

 

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