energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Con la Juve finalmente gioco e squadra giusti per vincere Opinion leader

Firenze – Diego Della Valle ha detto una cosa sacrosanta: che rabbia per i punti che abbiamo buttato via in passato! Ma perché li abbiamo buttati via? Guardate e riguardate la partita di ieri sera e constaterete che mai prima la Fiorentina ha giocato con quello schema e con quel tipo di interpretazione dello schema. 3-5-1-1, squadra corta, che non ha esitato a difendere anche in dieci nei momenti difficili; squadra che finalmente ha giocato con un centrocampo a tre, anzi a quattro, perché Bernardeschi partiva come seconda punta, ma in realtà giocava in pressione costante su Marchisio.

Era Chiesa, semmai, a staccarsi dalla linea del centrocampo, a fungere da seconda punta e a dare ampiezza alla manovra. E quando tornava indietro a coprire la sua fascia era sempre un altro dal centrocampo che avanzava a evitare che il baricentro si abbassasse troppo. All’inizio è stato Vecino il più efficace negli inserimenti; poi, uno alla volta, tutti si sono prestati a attaccare gli spazi, tutti, in fase di possesso, si sono proposti tra le linee, in modo da sfruttare la staticità dei tre centrali bianconeri. Ma mai da soli, mai in azioni personali, sempre vicini, a cercarsi nel palleggio stretto.

Dunque finalmente una squadra compatta, che andava preferibilmente per vie centrali, che faceva densità in mezzo, che faceva valere la propria tecnica superiore. Soprattutto una squadra imprevedibile, bravissima a togliere punti di riferimento fissi e a non permettere mai agli avversari, a costo di qualche ostruzionismo di troppo, di dare continuità alla loro azione d’attacco. Una squadra che ha giocato una partita pressoché perfetta.

Ma perché ora e mai prima? Questa è una domanda che ha una sola risposta, già ampiamente data dal campo da un anno a questa parte: perché Sousa non ha mai allenato questa Fiorentina, ma una sua squadra ideale e virtuale, imponendo ritmi e valori che non sono da calcio italiano, non misurando mai con la dovuta umiltà e il necessario realismo le proprie forze e i propri limiti con l’avversario di turno, chiedendo ai giocatori di esprimersi in ruoli non loro, con caratteristiche non loro, cercando di inculcare nelle loro “credenze” che “dominare” una partita significhi darle un’intensità forsennata, con più giocatori possibile tenuti davanti alla linea del pallone.

Ieri sera il paradosso: la Fiorentina è stata più prudente, meno spericolatamente larga e lunga e ha avuto più occasioni da gol, oltre a subirne meno, che in qualsiasi altra partita giocata da un anno a questa parte! E altro miracolo: in genere si aspetta di leggere la formazione della Fiorentina per sapere quali dei centrocampisti Sousa lascia fuori per far posto a Tello, Zarate, Chiesa o addirittura a Milic o Bernardeschi ali! In genere tocca a Vecino o a Badelj, nelle ultime partite all’infortunato Borja, sempre a Sanchez e a Cristoforo. E invece ieri sera li abbiamo visti in campo tutti, e abbiamo visto di che cosa sono capaci e come sulla loro capacità tecnico-tattica si possa costruire una grande squadra.

Un’altra considerazione. Ovviamente Sousa non ha potuto fare a meno, anche ieri, di mettere in campo almeno due giocatori fuori ruolo. Ieri è toccato a Sanchez (e complimenti per la scelta azzardatissima, perché anche da difensore laterale Sanchez è stato ammirevole) e a Bernardeschi (quello che evidentemente Sousa giudica più vicino all’idea di giocatore universale). Non c’è dubbio che sono state scelte felici e senz’altro geniali.

Ma io sono convinto che si potrà fare a meno anche dei giocatori fuori ruolo e delle genialate. Pur di continuare, però, con un centrocampo a tre e magari con quel 4-3-2-1 che è sempre stato, in alternativa al 3-5-2, il gioco ritagliato su misura addosso ai giocatori viola. Rispettare (e magari esaltare) le attitudini naturali di una rosa che a me continua a sembrare ancora molto forte (certo non da nono posto! ) è quello che Sousa dovrà fare da ora in poi, anche contro il Chievo, e non solo contro Napoli e Juve (le due sole partite, dall’anno scorso, in cui ci ha fatto vedere che sa rinunciare al centrocampo a due!).

La differenza vista tra la Fiorentina in coppa Italia mercoledì, quando ha rischiato di farsi eliminare in casa 11 contro 10 da un modesto Chievo, e la Fiorentina di ieri sera contro la Juve non può essere soltanto questione di “attenzione”, di “lavoro”, di “crescita” dei singoli. La differenza è nelle scelte tattiche e strategiche del tecnico. Appurato questo e tratte le conseguenze, non sarà troppo tardi.

 

Foto: Diego Della Valle

Print Friendly, PDF & Email

Translate »