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Con l’addio di Giuliano da Empoli Palazzo Vecchio si tinge di rosa Cultura, Politica

Sarà Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ad assumere momentaneamente le deleghe alla Cultura. Da domani, 10 gennaio, l’assessore alla Cultura, Giuliano da Empoli, lascerà infatti la Giunta di Palazzo Vecchio. «Sono felice – ha dichiarato Renzi – di aver lavorato con Giuliano da Empoli, al quale mi legano amicizia e stima. Ha scelto di andare ad occuparsi di politica, sarà il direttore del “Think tank” dell’associazione Big Bang nata dopo l’appuntamento della Leopolda, nell’ottobre scorso, e mi sembra una bella dimostrazione di rigore etico e qualità umane non voler confondere politica ed amministrazione». «Il 2012 – ha continuato il sindaco di Firenze – sarà un anno chiave per la cultura. Anzitutto per Firenze, dove andranno in porto partite chiave come il definitivo rilancio della Pergola, il nuovo teatro dell’opera, il raddoppio degli spazi espositivi di Palazzo Vecchio. Ma la sfida è cruciale anche per l’Italia: il Paese parla troppo poco di questi temi, mentre sembriamo tutti diventati funzionari contabili e il vero spread non è quello economico ma quello tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. La cultura deve tornare il core business del Paese e Firenze deve dare un segnale, deve lanciare una provocazione, ritornando al nocciolo della sua identità». Come assessore alla Cultura ad interim, intanto, Renzi ha già annunciato per il 21 gennaio un incontro con le associazioni culturali fiorentine dedicato al teatro della Pergola. E se da Empoli lascia, entra a far parte della Giunta comunale di Firenze Caterina Biti. Trentacinquenne veterinaria eletta nella lista “Facce nuove a Palazzo Vecchio”, la consigliera comunale del Partito Democratico assumerà le deleghe all’Ambiente, che erano detenute dall’assessore all’Urbanistica, Elisabetta Meucci. Con l’ingresso di Caterina Biti in Giunta, Palazzo Vecchio si tinge sempre più di rosa. L’organo esecutivo del Comune fiorentino, infatti, sarà composto da 5 donne e 3 uomini.

E mentre l’assessore uscente ha stilato, per raccontare le cose fatte ed i progetti avviati fino ad oggi come membro della Giunta di Palazzo Vecchio, un bilancio semiserio che ripercorre la sua azione di governo del settore culturale fiorentino mediante le lettere dell’alfabeto, l’opposizione si dice più che soddisfatta dell’addio di da Empoli. Il gruppo Pdl in consiglio comunale ha definito l’operato dell’ormai ex assessore come un «manifesto della mediocrità» e come «un vuoto pneumatico di idee e di iniziative». «Amministratore inadeguato che pensava soltanto alla contemporaneità», viene definito da Empoli nel comunicato del gruppo di opposizione. Un assessore alla Cultura che, in una città importante dal punto di vista artistico quale Firenze, ha ignorato il Gabinetto Viesseux e l’Opificio delle Pietre dure. Insomma, secondo il Pdl, «un disastro senza precedenti».

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