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Concerto: Ciccolini e l’Orchestra del Maggio alla Pergola Spettacoli

Firenze – Presente nei cartelloni degli Amici della Musica e del Teatro Comunale fin dai primissimi anni Cinquanta (al Comunale nel 1952 per il Concerto n.1 di Cajkovskij, alla Pergola nel 1954 il debutto in recital), Aldo Ciccolini è il protagonista domani, sabato 18 ottobre alle  ore  16.00, del secondo concerto in programma nel cartellone degli Amici della Musica. Appuntamento di punta della Stagione, anche grazie alla presenza, sul palco della Pergola, dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino –al suo debutto nei cartelloni degli Amici – diretta da Giuseppe La Malfa, con un programma interamente dedicato a Mozart:  due Concerti per pianoforteKV 466KV 488, preceduti dall’Ouverture de   Le Nozze di Figaro.

I novant’anni che compirà il prossimo anno ad agosto, Aldo Ciccolini ha intenzione di festeggiarli  con un grande tour fra Cina e Giappone “La musica mi tiene giovane – afferma- e più il tempo passa più ne sono innamorato. E morirò amandola ancora di più”. Una carriera straordinaria, la sua,  a partire dal  1949, quando vince il Grand Prix International Long-Thibaud di Parigi, che lo porta a  suonare con le più straordinarie bacchette del momento, Furtwängler, Ansermet, Monteux, Kleiber, Gavazzeni, Maazel. Insignito del premio “Una vita nella musica” dell’Associazione Culturale Artur Rubinstein e del Teatro La Fenice di Venezia, il maestro ha pubblicato “Conversazioni con Aldo Ciccolini” di Dario Candela (Curci Editore), nel quale  racconta la sua lunga esperienza da pianista. Il suo elisir di lunga vita artistica? Una grande concentrazione e l’applicazione: “Ancora oggi studio come minimo sei ore al giorno” afferma.

Quali sono oggi i suoi autori preferiti? “Il compositore prediletto è Schubert ma tra tutti devo dire che Mozart rappresenta per me, ancora oggi, qualcosa di indescrivibile e di misterioso. È un genio che resta eternamente giovane, la sua musica incanta e incanterà sempre, così come i  due concerti che suonerò alla Pergola, che sono diversissimi, uno drammatico, quasi cupo, l’altro che sfiora vette di serenità. Una personalità che tutto in sé comprende ed eleva spiritualmente”.

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