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Destinazione Concordia: da decidere con Toscana Cronaca

Che destinazione prenderà il relitto della Concordia naufragata il 13 dicembre del 2012 all'isola del Giglio e riportata in asse lo scorso 17 settembre con un intervento di parbuckling mai visto prima d'ora in nessun recupero navale?  La nave, la cui rimozione dall'isola è stabilita nella primavera 2014, sarà trasportata al porto di Piombino? Oppure ad accogliere il relitto per lo smantellamento sarà Palermo? O, ancora, la Costa Concordia sarà forse trasportata a Civitavecchia? O a Napoli? O a Genova? Se ne discute ancora per ragioni soprattutto di natura tecnica, poichè occorrerebbero 20 m di profondità (a Genova, ad esempio, i metri sono 17 metri, Fincantieri parla di 16 metri necessari). Inoltre il valore dei lavori di smaltimento si aggira intorno ai 600 milioni di dollari (450 milioni di euro): un grosso giro di affari. Il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli rispondendo a Rai 1 dà una direzione chiara sulla scelta del porto, che contiene due aspetti, l'uno amministrativo, l'altro tecnico: "La nave Concordia è un rifiuto. Per i rifiuti bisogna fare i conti con l'amministrazione competente, che è la Regione Toscana. Il precedente Governo decise per il porto di Piombino. Vedremo se il porto di Piombino avrà il pescaggio sufficiente".

Restano comunque sul tavolo i dati dello studio, commissionato dal Mise, di Fincantieri, secondo cui lo smaltimento della Costa Concordia è molto difficile da attuare nei porti italiani. Per i legami che Fincantieri detiene con il porto di Palermo, si è pensato che quest’ultimo possa essere favorito nell’accogliere la nave naufragata, ma in realtà il dossier elaborato qualche mese fa mette in evidenza che i porti italiani, tutti quelli in pista, sarebbero inadeguati ad un’operazione di smaltimento. La tempistica prevista, per dotare i porti italiani di infrastrutture adeguate, corrisponde a non meno di tre anni. Il rapporto esclude Piombino per carenze strutturali. E anche Palermo che potrebbe accogliere il relitto, ma non smaltirlo: questo porto avrebbe bisogno di attività preventive e il tutto comporterebbe difficoltà, come un temporaneo blocco di cantieri, prevedendo la cassa integrazione straordinaria per diversi lavoratori.

Il porto toscano di Piombino, il più vicino all'Isola del Giglio, per il quale aveva decisio il precedente governo, è oggetto di lavori di miglioramento e adeguamento funzionale che consentirebbero, non senza qualche difficoltà, come ha ricordato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo l'impresa titanica del raddrizzamento del relitto, di ospitare i lavori di smantellamento della Concordia. Intanto proseguono i lavori nel grande cantiere Titanic-Micoperi di fronte a Giglio Porto.

I numeri dello smalitmento della Concordia: 75.000 tonnellate di acciaio, 1.000 di lana di roccia e coibenti vari, 5.000 di motori e tubazioni, 2.000 di alternatori, quadri e cavi elettrici, 500 di solventi e reagenti chimici, e infine 6.000 tonnellate di componenti per arredamento.

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