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Concordia: 16 anni a Schettino, processo concluso senza vincitori Cronaca

Grosseto – Si è concluso nella serata di oggi, mercoledì 11 febbraio, il processo di primo grado per il naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio 2012. Dopo oltre 70 sedute d’aula e tante pagine di giornale, il processo si è concluso senza vincitori né vinti. E, d’altra parte, che una tragedia costata la vita a 32 persone (33 contando anche il sommazzatore spagnolo deceduto durante le operazioni di rimozione del relitto) potesse far parlare di vittorie, era escluso sin dal principio.

Lo sapeva bene anche il principale imputato del processo, Francesco Schettino. Assente dall’aula in quanto febbricitante, il capitano di Meta di Sorrento ha spiegato questa mattina che quel maledetto 13 gennaio del 2012 è morto un po’ anche lui. Schettino ha anche ricordato di non aver voluto strumentalizzare il suo dolore per la tragedia del Giglio, ma di aver condiviso a casa sua dei momenti toccanti con alcuni dei naufraghi. “E’ stato offerta la mia testa per difendere degli interessi”, ha spiegato l’ex capitano della Concordia dopo la sentenza. Fin dal principio, ha proseguito, il processo è stato incentrato su di lui quanto “era un intero sistema a dover essere processato: lo dimostra che, dopo l’incidente, sono state riviste le normative per la sicurezza in mare”.

La condanna inflitta a Schettino dal Tribunale di Grosseto è stata di 16 anni e 1 mese. La Procura aveva chiesto 26 anni e 3 mesi, mentre la corte maremmana ha deciso per 5 anni per naufragio colposo, 10 anni per omicidio plurimo colposo e lesioni plurime colpose, 1 anno per abbandono della nave e abbandono di incapaci. Aggiunto 1 mese per non aver informato la Capitaneria di Porto. Nono sono state riconosciute, come richiesto invece dalla difesa, le attenuanti generiche. Riconosciuta, come chiesto dalla Procura di Grosseto, l’aggravante della colpa cosciente per il naufragio, ma non per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose. Schettino è anche stato interdetto per 5 anni dal ruolo di comandante di nave, mentre è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Si è ritenuto insussistente il pericolo di fuga di Schettino, pertanto non è stata convalidata la richiesta di arresto immediato.

Il Tribunale di Grosseto ha poi condannato Schettino e Costa Crociere a dei risarcimenti. L’ex capitano e l’armatore dovranno risarcire in solido tutti i naufraghi costituitisi parte civile nel processo. Alla ballerina moldava Domnica Cemortan andrà un risarcimento di 30.000 euro. Al Ministero dell’Ambiente spetterà un risarcimento di 1.500.000 euro, alla Presidenza del Consiglio di 1.000.000 di euro, al Ministero dell’Interno di 500.000 euro, alla Regione Toscana di 300.000 euro, al Comune di Isola del Giglio di 300.000 euro (a fronte di una richiesta di 20 milioni di euro), al Ministero della Difesa di 500.000 euro, alla Protezione Civile 500.000 euro. Altri entri pubblici che verranno risarciti saranno l’Inps e la Provincia di Grosseto.

La difesa di Schettino vede il bicchiere mezzo pieno. “La peggiore vittima di questa vicenda è il signore che io difenso, a cui si vuole infliggere una pena che sembra un ergastolo”, ha dichiarato il legale dell’ex capitano, Domenico Pepe, prima del pronunciamento della sentenza. “E’ una sentenza dura, ma essere riusciti quasi a dimezzare le richieste esagerate della Procura, forse restituisce un po’ di onore a Schettino”. In effetti, rispetto ai 26 anni e 3 mesi richiesti, la condanna è molto minore. Tanto che il Codacons ha denunciato come la sentenza del Tribunale di Grosseto sia, in realtà, una sconfitta per la Procura. Insomma, come dire, una sconfitta a metà per l’accusa e la difesa.

Soddisfatti anche i procuratori di Grosseto che hanno condotto l’accusa nei confronti di Schettino. Maria Navarro, Stefano Pizza e Alessandro Leopizzi si sono detti contenti della sentenza che condanna Schettino. E così anche l’ex procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che nonostante il pensionamento ha voluto assistere oggi alla sentenza di un processo che per molto tempo ha condotto in prima persona come accusatore: “Le prove raccolte erano tali che non poteva andare diversamente e i giudici hanno confermato tutte le accuse”, ha dichiarato.

Nessun commento da Gregorio De Falco, uno dei protagonisti della tragedia del Giglio, stavolta in positivo. “Sono un ufficiale di Capitaneria di Porto – ha dichiarato – e non commento le sentenze dei giudici”.

Soddisfatto anche il legale di Costa Crociere, Marco De Luca. Per l’avvocato quella del Tribunale maremmano è stata “una sentenza equilibrata” che non ha scontentato nessuno. Unica nota negativa del processo, secondo il legale dell’armatore genovese, l’assurda richiesta del Comune di Isola del Giglio: “Quando il sindaco ha messo sul banco la solidarietà dei gigliesi per barattarla con i soldi, ha venduto l’anima dell’isola”, ha dichiarato il legale. E conoscendo, ormai, il sindaco isolano Ortelli, c’è da attendersi che una replica possa non tardare ad arrivare.

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