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Concordia, sopralluogo di consiglieri regionali per l’emergenza ambientale Cronaca

Domani la Commissione Territorio ambiente del Consiglio regionale della Toscana effettuerà un sopralluogo  all'Isola del Giglio, con lo scopo di acquisire comunicazioni e informazioni fresche e approfondite sulle tre questioni dell'emergenza ambientale connessa al naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio, che da un mese giace semisommersa sul fondale di Punta Gabbianara: le operazioni di defueling da poco attivate (svuotato oggi il seconod serbatoio), il recupero dei rifiuti all'interno del relitto che stanno via via riversandosi in mare (dagli arredi, ai detersivi, disinfettanti, ecc.) inquinandolo, la rimozione del relitto della Concordia, per il quale Costa Crociere ha garantito il non frazionamento della nave in loco per non causare ulteriore inquinamento. I  consiglieri regionali arriveranno alle 10:45,  incontreranno il sindaco Sergio Ortelli e poi, guidati dai rappresentanti della Smit Salvage e della Neri di Livorno, le due imprese incaricate dell'estrazione del carburante, e dall'ingegner Marcello Mossa Verre dell'Agenzia regionale per la protezione della Toscana (Arpat), si recheranno in vicinanza del Pontone della Neri, per vedere da vicino le operazioni di defueling. Relazioneranno alla Commissione regionale nella sala operativa dei Vigili del fuoco rappresentanti, portavoce ed esperti delle  istituzioni impegnate e coinvolte nell'emergenza del Giglio: il sindaco del Giglio Sergio Ortelli, l'ingegner Ennio Aquilino dei Vigili del fuoco direttore tecnico di tutte le operazioni,  la Protezione Civile nazionale, la Capitaneria di Porto, Giovanni Barca direttore dell'Arpat e Marcello Mossa Verre ingenere di Arpat, il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano Angelo Banfi, Sandro Moretti e Riccardo Fanti del Dipartimento di Scienze della Terra (Università di Firenze), centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile.

Prosegue il defueling del relitto della Concordia
I tecnici della Smit e della Tito Neri hanno estratto questa mattina dal secondo serbatoio del relitto della Costa Concordia, tutti i suoi 410 metri cubi di combustibile che conteneva, con una velocità di 8 metri cubi l'ora.  Il primo dei sei serbatoi, dai quali inizia il programma di defueling (svuotamento del carburante) era stato svuotato ieri, e inizierà lo svuotamento del terzo serbatoio, contenente anch'esso 410 metri cubi di combustibile. Fra tre o quattto giorni al massimo, condizioni meteo-marine permettendo, potrebbe concludersi lo svuotamento di tutti e sei i serbatoi, e si potrebbe avviare la flangiatura sugli altri nove serbatoi, predispondendoli con altrettante valvole al successivo svuotamento.

Greenpeace sul proprio sito web torna a parlare della natura inquinante del carburante Ifo380 e degli altri inquinanti a bordo del relitto che vengono rilasciati nel mare del Giglio, importante area marina del Santuario dei Cetacei, oltre che parte del parco nazionale dell'Arcipelago toscano,. ''Quanto al carburante – di cui sono appena state avviate le operazioni di estrazione – si tratta dell'Ifo380, particolarmente pericoloso per la sua alta densità e per questo vietato nella navigazione in Antartico. Ma la denuncia di Greenpeace va all'origine della minaccia del disatro ambientale ed ecologico che il Giglio, in primis, sta correndo:  la tragedia della Concordia ''poteva essere evitata se in dieci anni di accordo internazionale sul Santuario fossero state adottate regole specifiche per limitare il traffico marittimo in aree vulnerabili". L'associazione ambientalista internazionale si è infatti mobilitata affichè venga varato al più presto il decreto interministeriale rotte-sicure, anche attraverso la petizione "Sbrigati Ministro. Il ritardo "Costa" Chiedi al Ministro dei Trasporti di approvare il decreto sulle rotte a rischio" che ha già raggiunto quota 29860 firme.

Ricerca dei 15 dispersi, i genitori di Mylène Litzler e Mickael Blemand:  "Fare di più e più rapidamente"
I genitori dei due giovani francesi, Mylène Litzler di 23 anni e Mickael Blemand di 25 anni, dispersi nel naufragio della Concordia all'Isola del Giglio, lo scorso 13 gennaio, scrivono una lettera al ministro degli Esteri francese Alain Juppé e la pubblicano sul profilo Facebook  "Espoir Espoir Costa Concordia Mylene Mika" per chiedere che le autorità italiante facciano di più per accellerare la ricerca dei dispersi. Come noto le operazioni di ricerca dei dispersi sono state a lungo bloccate dal maltempo,  sospese e riprese pìù volte, e questo ha fatto crescere la preoccupazione dei familiari. I genitori della giovane coppia hanno deciso di tornare una seconda volta all'isola del Giglio, dove ieri hanno assistito alla messa in onore dei 15 dispersi, per sollecitare interventi più rapidi ed efficaci di ricerca dei dispersi, sostenendo che i mezzi mobilitati attualmente sono ''molto insufficienti'', in particolare quelli che consentirebbero ai soccorritori di ispezionare la parte sommersa del relitto.

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