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“Concorso truffa”, gli insegnanti scendono in corteo Cronaca

Firenze – Gli insegnanti precari di Firenze tornano a manifestare contro il concorso a cattedre bandito dal MIUR. A distanza di sei giorni dal corteo-cacerolazo organizzato dal dall’associazione culturale e sindacale Noi Scuola – che si è diramato per le vie del centro storico per dire “No al concorso truffa” – ecco oggi la replica, a cui ha preso parte anche il CDP-Coordinamento Docenti Precari.

Stessa base di partenza, Piazza Sant’Ambrogio, e medesimo striscione ad aprire la fila, “La scuola dice no a Renzi”, gli insegnanti proprio non ci stanno e rilanciano slogan di opposizione alla maxi-prova nazionale che partirà a fine aprile e si concluderà il 20 di maggio, pochi giorni dopo la tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale – attesa da quasi 4 anni – sulla stabilizzazione dei precari.

“Una presa in giro – tuonano i diretti interessati – siamo insegnanti abilitati, le nostre competenze sono già state verificate. Adesso dovremmo sostenere un concorso ingiusto e inutile? È un’umiliazione. Se siamo abilitati, ci stabilizzino subito”. Le nubi sul concorsone sono dense e si mescolano a un’atmosfera di  sfiducia. Troppi i dubbi sulla prova (che, tra l’altro, oltre a prevedere un programma vastissimo, richiede un discreto livello di competenza – B2 – di una lingua straniera), su cui già incombe la sagoma dei ricorsi.

Vecchia storia, nuova impasse: il rischio percepito dai precari abilitati è questo, e a poco è servito il sostegno di un gruppo di deputati Pd – che lo scorso 8 aprile ha presentato un’interrogazione parlamentare in loro favore – o l’appoggio di Piero Pelù che, rispondendo al loro appello, ha fatto della sua pagina Facebook la cassa di risonanza dello slogan “#No al concorso truffa”.

Anche sulla tempistica la rabbia fa condensa sullo scetticismo: se da un lato la scelta di aprire le danze delle prove coincide col momento più delicato per migliaia di insegnanti, cioè quello della preparazione dei ragazzi agli esami di fine corso, dall’altro non è chiaro come la “nuova classe di insegnanti sempre più giovane, il cui profilo – questo il goal del ministro Gianniniè di una persona di meno di 40 anni” possa insediarsi a partire dal prossimo settembre.

I candidati saranno oltre 160mila (per poco più di 63mila posti) e per esaminare le prove scritte ci vorrà un bel po’; senza contare che i commissari – pagati 1 euro l’ora, dettaglio a latere – non avranno il distacco dall’insegnamento e dagli esami di stato, e che dopo l’ultimo orale occorrerà un mese buono di adempimenti burocratici, “non si vede – dicono i docenti – come il concorso possa finire prima dell’autunno inoltrato”.

Insomma di carne al fuoco ce n’è da buttare via, mentre la voglia di fare un passo dopo l’altro latita. Lo stato d’animo?  Perfettamente riassunto dallo slogan fatto proprio dal CDP di Firenze: “La scuola non si trivella”. Ha risuonato lungo il percorso verso la Stazione, fino all’arrivo in Piazza Santissima Annunziata, con la speranza – forse – che per questo Pd la scuola non sia davvero come il mare.

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