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Condannato muore in attesa di trapianto Cronaca

Condannato a 13 anni per la morte di un marocchino trafitto da una coltellata nei pressi di un pub ad Aulla (Massa Carrara) dopo una lite per 200 euro, Sauro Baldassari, 54 anni, e' morto stamani all'ospedale di Carrara dove era ricoverato per l'aggravarsi delle sue gia' precarie condizioni di salute. Era in lista di attesa per un trapianto di fegato, ma quell'organo che gli avrebbe salvato la vita non e' mai arrivato. Baldassari la sera dell'11 maggio 2010 feri' con una coltellata il 31enne marocchino Mohamed Arif al termine di una violenta lite, scoppiata a quanto sembra per un debito di 200 euro. Dopo il ferimento, Baldassari fece perdere le sue tracce, Arif mori' dopo poche ore a causa di un'emorragia interna e per le botte ricevute. Dopo un paio di giorni Baldassari, assistito dall'avvocato Antonio Ragusa di Aulla, si costitui' a una pattuglia della squadra mobile di Massa e fini' in carcere. In un primo momento il pubblico ministero incaricato dell'inchiesta  formulo' nei suoi confronti un'accusa di omicidio volontario. In carcere Baldassari fu vittima di una aggressione in cella da parte di cinque detenuti nordafricani. Una spedizione punitiva con calci, pugni e colpi di sgabello, il 54enne aullese fu portato al pronto soccorso con lesioni alla testa e una frattura al braccio. In tribunale a Massa e' ancora in corso il processo a carico degli autori dell'aggressione. Il 24 marzo 2011 in tribunale a Massa accogliendo la tesi della difesa, nel corso del rito abbreviato il gup Ermanno De Mattia aveva derubricato l'accusa da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Per Baldassari una condanna a 10 anni con revoca dei tre anni d'indulto e una provvisionale di 30mila euro a favore dei familiari di Arif. Il pubblico ministero aveva invece chiesto una pena di 30 anni. La corte d'assise ha infine inasprito la condanna portandola a 13 anni.

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