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Confcommercio, sì zone rosse, no a strumentalizzazioni Breaking news, Cronaca

Firenze – Erano stati anche loro, a sollecitare il provvedimento al prefetto Laura Lega per salvaguardare la sicurezza di “commercianti, turisti e cittadini”. Favorevoli, favorevolissimi alle zone rosse, per impedire che “le stesse persone, negli stessi luoghi, negli stessi orari, compiano tutte le sere gli stessi reati. Con un danno enorme per la sicurezza e l’immagine della città, dei fiorentini, dei turisti, degli operatori, di chi vive e chi lavora in determinati orari e in determinate zone ed ha il pieno diritto di godersi la città in sicurezza. Il provvedimento per le “zone rosse” rappresentava una risposta intelligente al problema e dava alle autorità strumenti utili per reprimere forme ed episodi di criminalità che avvelenano la nostra città”. Parole pronunciate dal direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, che spiega “avevamo denunciato al Prefetto Lega la situazione ormai insostenibile”. 

Ed ora, Confcommercio vorrebbe sottrarre la questione a ciò che chiama, in presenza della sentenza del Tar,  “strumentalizzazione politica”, affermando che la “sicurezza non è un tema di destra o di sinistra”.

Una nnullamento, quello del Tribunale amministrativo regionale, che non piace a Confcommercio, che ritiene che in questo modo, come spiega Marinoni, “si torni indietro”, e si “restituisca la città al malaffare. È chiaro, al di là e al di fuori della politica, che non ci appartiene e non ci interessa, che non possiamo esserne soddisfatti…”.

“Intorno alla questione sicurezza abbiamo coalizzato molte delle forze economiche e sociali che hanno a cuore la città”, aggiunge il presidente della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano, “così è nato il nostro Patto per Firenze, un documento firmato da cinquanta degli imprenditori più importanti del terziario locale che hanno voluto insieme esprimere idee e suggerimenti per promuovere benessere ed economia della città. E la lotta a degrado, illegalità e criminalità è stato proprio uno dei punti più sentiti di questo documento”.

“Ci siamo stancati di restare testimoni impotenti di fronte a tante situazioni spiacevoli e pericolose. Intollerabile poi sopportare la strafottenza, quando non le vere e proprie minacce, dei delinquenti che abbiamo denunciato e che dopo poco tornano a spacciare, rubare o commettere altri crimini di fronte ai nostri locali, spesso ai danni di clienti, residenti e nostri dipendenti”, conclude Cursano.

 

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