energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Sestini: “Priorità per adolescenti fragili in famiglie fragili” Società

Firenze – C’è un punto su cui la garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza non solo non indietreggia, ma per cui prevede una particolare attenzione da qui al futuro, vale a dire la fragilità dei bambini e adolescenti inseriti in famiglie a loro volta fragili. “La fragilità delle famiglie – spiega infatti Grazia Sestini a margine della prima conferenza regionale sull’infanzia e adolescenza, di cui proprio lei è stata instancabile propugnatrice e anima pensante – è non solo in aumento quanto a numeri fisici, ma anche per quanto riguarda l’intensità dei conflitti”. Un punto che non è solo causa di conseguenze disastrose per la fragilità dei soggetti su cui ricade, bambini e adolescenti, ma che segnala, come aveva poco prima sottolineato l’assessore pisano Sandra Scapuzzi nella tavola rotonda che aveva preso il via in mattinata subito dopo i saluti (Scapuzzi ricopre anche l’incarico di responsabile Anci del settore politiche giovanili, servizi alla persona e sport) “il fatto che se c’è una rottura nel minore, c’è anche nella famiglia come istituto e ciò segnala un punto di rottura nella società”.

La tematica della fragilità di bambini e adolescenti inseriti a loro volta in famiglie “fragili” viene da lontano. Si parte da due dati demografici che appaiono addirittura contrapposti. Da un lato, la storica e sempre più pesante “penuria” di bambini e adolescenti di cui soffre la nostra regione rispetto all’Italia (che a sua volta è posizionata nelle ultime posizioni nelle classifiche europee), dall’altro l’esplosione ma anche, anticipiamo, la frammentazione e il mutamento dei nuclei famigliari. Ed ecco i numeri: nel 2013 in Toscana sono nati 29.479 bambini, di cui 5.857 stranieri. In Italia, nello stesso anno, i bimbi nuovi nati sono stati 514.308, con un segno meno, rispetto al 2012, del 4%. In Toscana, rispetto al 2012, “l’ammanco” è stato di -5%. Di fatto, a gennaio 2014, la popolazione toscana compresa fra gli 0 e i 17 anni è appena il 15,3% della popolazione.

A fronte di ciò, la “famiglia” mostra segni di sorprendente vitalità. Negli ultimi 40 anni a una crescita della popolazione del 10% è coincisa un aumento del numero delle famiglie pari al 50%. Ma questo è dovuto, dicono i dati regionali a una profonda trasformazione della famiglia stessa. Ad esempio, nel numero dei componenti (valore senza dubbio interrelato al primo esposto) che erano 3 in media nel 2012 e sono passato a 2,3 nel 2014 (dati toscani), ma anche al differenziarsi delle tipologie famigliari: basti pensare che dal 2012 ad oggi le famiglie monoparentali crescono del 30§% (in questo, la Toscana è alla pari con il dato italiano). Non solo: con riguardo ai figli, solo il 50% delle famiglie toscane ha figli, il 56% ha un figlio unico, il 35% sono coppie senza figli. Le famiglie monogenitoriali, che sono in prevalenza costituite da madre con figli, sono il 15,7% delle famiglie residenti in Toscana. A livello italiano, sono il 15,3%.

Nella trasformazione delle famiglie entra anche il dato in crescita dell’instabilità matrimoniale. In Toscana nel 2012 si contano 5.548 separazioni nuove e 3.796 nuovi divorzi, con una forte ripercussione, seppure ovvia, in termini di coinvolgimento dei figli minorenni. Si faccia il conto che nel corso del 2012 e sempre parlando della Toscana, poco più del 70% delle separazioni e poco meno del 40% dei divorzi ha visto il coinvolgimento di almeno un minore affidato, come si legge nella pubblicazione “Il lavoro sociale con bambini e ragazzi in Toscana”. Il tema della tenuta e del mutamento delle relazioni e dei legami famigliari per questi bambini è fondamentale. Ed è proprio su questo, che il lavoro dei servizi, del volontariato e della Regione è particolarmente impegnato, sia nel senso di dare strumenti ai bambini e agli adolescenti che ai genitori. Un impegno, suggerisce Sestini come anche i vari soggetti intervenuti, da cui non è possibile scindere la scuola, uno dei passaggi fondanti per cogliere il disagio di bambini e adolescenti. Non solo, la sfida è anche quella di pensare a strumenti nuovi e innovativi, che riescano a cogliere il manifestarsi di segnali di fragilità in particolare nel mondo infantile e adolescenziale; fragilità che tendono ad accentuarsi con il complicarsi dei rapporti esterni, come i social media o la tecnologia in tutte le sue sfumature.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »