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Confesercenti: duro colpo se aumenta Iva a Giugno Economia

Bloccare l’aumento dell’Iva previsto per Giugno. Non solo. Intervenire su accesso al credito, pressione fiscale e burocrazia. Sono queste le richieste al Governo lanciate stamane dall’assemblea regionale di Confesercenti, convocata per il rinnovo dei vertici. «Il tema dell’Iva dev’essere prioritario – ha detto il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in prima fila all’Auditorium di Sant’Apollonia – Con l’aumento anche di un solo punto percentuale i consumi subiranno un nuovo colpo, e di conseguenza il commercio, che sta vivendo una crisi spaventosa anche nella nostra regione, dove solo il turismo tiene di più rispetto ad altre ma dove comunque la domanda interna è fortemente diminuita. Se non si trovano i 2 miliardi e 100 mila euro per impedire che l’Iva aumenti a Giugno il colpo sul commercio sarà esiziale». E a questo proposito il Governatore avanza l’ipotesi di «chiedere un po’ di più sulle seconde case di lusso per trovare queste risorse e salvare il commercio». Per Rossi, neanche la posticipazione del pagamento dell’Imu è una misura sufficiente. «Il Governo ha fatto una buona cosa a prometterla ma resta la preoccupazione delle famiglie di dover pagare a Settembre. Anche sull’Imu occorre certezza. Questo via vai sulle tasse non consente una ripresa dei consumi». L’Iva dev’essere il tema prioritario anche per il presidente nazionale di Confesercenti,  Marco Venturi. «Lo scatto dell’Iva al 21% ha già causato molti problemi – ha spiegato – L’aumento al 22% deprimerà ulteriormente i consumi e di conseguenza la produzione e il lavoro. La nostra associazione ha già indicato in vari rapporti molto dettagliati dove si potrebbero  tagliare sprechi ed eccessi per ridurre la spesa pubblica. Ma per farlo ci vuole un coraggio politico che per adesso non vedo in questo Governo, che però è in carica da poco. Auspico che intervenga su spesa pubblica e pressione fiscale. Solo così le imprese possono vivere». Il presidente di Confesercenti regionale, Massimo Vivoli, si è detto preoccupato per la situazione drammatica delle imprese e i dati non confortanti del primo trimestre del 2013. «La burocrazia sta uccidendo le imprese, insieme alle difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese – ha detto – Occorre semplificare l’intero sistema. Al governo chiediamo interventi su pressione fiscale, sostegno alle Pmi e incentivi al turismo. Alla Regione una maggiore attenzione nelle normative che regolano le piccole attività». Sul fronte del credito, il Presidente Rossi ha rivendicato il forte impegno che da tempo ha avviato la Regione Toscana utilizzando in maniera forte i fondi di rotazione per le Pmi e prestando garanzie sui prestiti con Fidi Toscana. «Siamo anche intervenuti sulla spesa facendo investimenti – ha aggiunto – Ma da soli non ce a facciamo. Bisogna allentare patto di stabilità e rivedere l’intero paradigma delle politiche economiche. Solo se si rimette denaro in circolo il commercio potrà riprendersi».

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