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Confindustria: “Ecco l’agenda del 2013” Cronaca

Confindustria, lancia in resta: parte con una serie di puntini sulle i l'incontro "consuntivo" di fine anno dell'associazione degli industriali fiorentini Per bocca del presidente Simone Bettini viene elencato una sorta di vademecum che prefigura le scelte e le priorità dell'associazione toscana, decisa, pare di capire, a giocare un ruolo da protagonista anche per quanto riguarda la vita (e le scelte) della politica, prima di tutto fiorentina ma anche, viste le fibrillazioni di questi e dei prossimi mesi, nazionale.

Intanto, l'analisi. Non sfugge certo a Confindustria la criticità della situazione: anzi, con il settore industriale colpito pesantemente e molte delle filiere finora capaci di reggere l'impatto della crisi ormai in ginocchio, il quadro non è certo allegro. E Bettini snocciola qualche convincente dato: la produzione industriale nel terzo trimestre dell'anno è scesa dello 0,8%, la cassa integrazione è al 78,6%, in crescita del 37% rispetto a ottobre. E persino l'export, settore finora "risparmiato" , presenta un rallentamento posizionandosi al 9,7%. Turismo? Vogliamo parlare di una delle risorse fondamentali di Firenze? Nei primi 8 mesi dell'anno, in calo arrivi e pernotti, – 185mila unità rispetto allo stesso periodo del 2011. In gran parte, turisti italiani.

Insomma, il presidente Bettini non la manda a dire: Firenze è in fase critica. Dopo 5 anni di crisi continua senza vedere barlumi, anche il capoluogo toscano, che pure ha retto finora bravamente agli assalti, sta mostrando la corda. E se commenta: "finora il sistema banche-imprese si è sostenuto, ora, se la crisi continua, collassa", fa anche notare che "il credito alle imprese si deve evolvere, non può contare solo sui redditi, deve tener conto anche del business", vale a dire del volume degli affari smossi dall'impresa stessa. Perciò, "deve evolvere il rapporto banca-territorio". Anzi: è proprio dalla sommatoria di conoscenze del mercato e del business dell'impresa con il sapere finanziario e dei mercati internazionali delle banche che può scaturire un nuovo modo di affrontare e risolvere i problemi posti dall'attuale frangente economico, con Confindustria nel ruolo di catalizzatore.

Altro punto dolente, che introduce uno dei cardini da riformare il più profondamente e il più celermente possibile, la categoria temporale. Tempo per fare e per agire, tempo delle pubbliche amministrazioni. "Esattore puntuale, debitore impenitente" il lapidario giudizio di Bettini sulle PA,  che ritiene proprio la riforma della burocrazia uno dei punti imprescindibili. Per cosa? Per preparare, avviare la strada della ripresa. E anche uno dei punti di un'agenda che Confindustria preparerà per sottoporla ai politici che nei prossimi mesi busseranno alla sua porta. Un elenco semplice, di più o meno una decina di idee, su cui misurare candidati e spostare pesi e contrappesi.
"Per evitare – dice metà scherzando metà sul serio il presidente di Confindustria – che i politici arrivino a bussare alla porta per poi sparire con i loro buoni intenti fino alle prossime campagne elettorali". 
E parlando di politica, il presidente di Confindustria assume toni diretti: "Si è aperta una campagna elettorale – commenta- che ha già alzato un rumore di fondo insopportabile. Con il solito autoavvitamento referenziale del 'chi si candida', invece di ragionare su 'cosa c'e' da fare''. La legislatura? "Si sta chiudendo nel peggiore dei modi".  Anche sul sindaco ideee chiare: " forse è stato meglio restare a Firenze, o forse è stato peggio per Bersani aver vinto le primarie''. Renzi meglio a firenze che a roma, allora? Sì, risponde Bettini, ''le cose che Renzi deve fare a Firenze sono tante. E' giovane, se fosse andato a Roma difficilmente avrebbe potuto fare le cose che aveva in animo di fare: non si sarebbe scelto lui i parlamentari. Con la compagnia che si sarebbe trovato a Roma, forse e' stato meglio restare a Firenze, o forse e' stato peggio per Bersani aver vinto. Per Renzi adesso – ha aggiunto – c'e' la grande opportunita' di portare a termine i progetti per la citta', e' determinato e credo che ce la possa fare. E poi ha acceso i riflettori su Firenze e questo potrebbe consentirgli di fare un po' di fund raising anche fuori regione''.
Del resto, c'è una cosa che il presidente teme in particolare: che la campagna elettorale significhi "tre mesi di fermo-macchina. Non possiamo permettercelo. Ci vogliono 365 giorni di concretezza". In primo luogo per il Comune, a un anno dalle elezioni per Palazzo Vecchio: ''Concretezza su tutti i fronti. Dalle opere pubbliche, alle semplificazioni, all'accorpamento delle funzioni per i Comuni più piccoli''. Perchè la posta in gioco non è perdere le elezioni, è perdere Firenze.

Firenze. La Firenze dell'edilizia, ad esempio, su cui l'impatto della crisi prolungata ha portato, dal 2008 ad oggi, alla perdita "di 1/4 delle imprese e di 1/3 degli occupati". E dunque? "Aprire subito i cantieri delle opere pubbliche" dice Bettini, ripetendo ciò che da mesi fa titolare i giornali. E dunque tramvia, Tav, aeroporto ("siamo in ritardo di due anni sulla tabella di marcia" ricorda il presidente) ma il 2013 è anche l'anno del termovalorizzatore ("basta con gli amministratori locali"), di un piano di area vasta per la mobilità.
E anche un asso nella manica. Perchè nell'occasione, il presidente Bettini presenta anche un nuovo soggetto, una società che parte dall'Ance, con proprio presidente, cda, amministratori, (operativa da gennaio) di nome Itos. A spiegarne in parte i contenuti il presidente dell'Ance fiorentina Riccardo Spagnoli, che alla voce "obiettivo" dice: "Obiettivo? La necessità di prendere contatti fra pubblico e privati per sbloccare opere ferme da anni, come l'ex-Panificio, la Manifattura Tabacchi, ecc." E quando qualcuno fa notare che ci sono dei proprietari privati da convincere, Spagnoli ricorda che in molti casi c'è anche una parte pubblica (Fintecna) e che in ogni caso la società nuova si riserva di offrire proposte e confronto . Quali i soggetti che costituiscono la nuova società? "Le imprese sul territorio – spiega il presidente Ance fiorentina – che fanno parte delle varie Ance provinciali". Il nome della società? Itos, un consorzio di imprese di tutta la Toscana che funziona come holding. Insomma, a occhio e croce un rilancio in grande stile del project financing, che, d'altro canto, spiega Bettini "non è un mostro. E se vogliamo ripartire, con i tagli subiti dalla Regione, è senmpre più necessario mettere in campo ipotesi di partnership fra privato e pubblico".

Altro punto di fuoco, tasse, Imu, Irap, altre zavorre sulle imprese. "Speriamo venga modificata la manovra regionale odierna, magari tenendo in conto le osservazioni fatte a suo tempo da parte nostra". Osservazioni che attenevano in buona parte alla decisione regionale di aumentare l'Irap per le società di capitali del settore turistico e le imprese del settore farmaceutico. Un errore, ha ribadito anche oggi Bettini, che colpisce la competitività del sistema turistico toscano oltre a pesare su un settore, quello farmaceutico, in cui "si svolge anche ricerca e si attua innovazione". Una pressione, inoltre, "che può dare qualche beneficio in termini di bilancio immediato, ma che è inutile in quanto non intervien sul meccanismo di formazione della spesa"

Ricapitolando, la "ricetta" di Confindustria potrebbe essere riassunta in queste voci: ripartenza delle infrastrutture (cantieri), riforma forte della pubblica amministrazione, tornare ad attrarre investimenti, lotta senza quartiere alla pressione fiscale, puntare sul modulo pubblico-privato, facendo entrare il privato in settori in crisi come sanità e edilizia, oltre ai servizi. Last but not least, un ruolo più deciso e da "protagonista" di Confindustria nel dibattito politico.  E soprattutto, ribadisce Bettini, "rialzare la produttività industriale, riportando al centro del sistema le imprese".

Infine, le priorità. Su questo punto, Bettini non ha dubbi: "Imprese e lavoro, lasciatemi parlare come metalmeccanico e capitano d'industria". E la cultura? Qualcuno ricorda il Maggio, tanto per fare un esempio. "il Maggio è calato dentro la tradizione fiorentina, sappiamo tutti quanto costa. Occorre stabilire delle priorità, se è la cultura, bene. Chiudiamo le imprese e continuiamo a mantenere questi enti. Al di là del fatto che nessuno pensa di "chiudere" la cultura, la domanda è: perchè certi enti sono perennemente in perdita?…".

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