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Congresso Fli, rinnovare la politica Politica

Sono tanti, e non fanno mistero di essere pieni di attese gli ospiti del congresso di Futuro e Libertà. L’argomento chiave, quello del rinnovo della politica, tiene banco anche negli interventi, a cominciare dallo stesso Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, che annota nel suo discorso: “La politica deve riacquistare autorevolezza. L’autorevolezza riacquistata andrà a vantaggio della dignità e riconoscibilità delle istituzioni”. Nella veste di amministratore locale ricorda che i tagli alle risorse agli enti locali e il patto di stabilità hanno impoverito e indebolito le comunità locali, mentre la strada è quella di puntare sulle specificità all’interno di un quadro unitario nazionale. Interessante che sia venuto a dirlo proprio al congresso di Futuro e Libertà. Come è senz’altro interessante che anche l’assessore comunale Mattei un salto lo faccia, a questa prima volta toscana del partito di Fini. Un breve intervento anche per Valdo Spini, che ribadisce l’atmosfera di attesa e l’aspettativa di rinnovamento che circondano Futuro e Libertà: “Anche perché – chiarisce a margine – il Terzo Polo ha futuro se produce un rinnovamento della politica. E’ necessario creare un’alternativa programmatica capace di attrarre anche il centrosinistra per dare una vera alternativa al paese”. Una riflessione tutta toscana quella cui indulge anche Pierluigi Piccini, dell’Api: “La Pdl ha scelto, in questa regione, avversari per puro oportunismo, come emerge anche dalle ultime notizie di cronaca”. Il riferimento a Denis Verdini è evidente, come sono spietate le parole con cui liquida Renzi: “Ho già visto gente col cerone parlare in televisione, con alle spalle una libreria e un frigorifero, simbolo della cultura new pop, sono segnali di una vecchiezza evidente. Renzi parla come se fossimo fermi a cinque anni fa, non si è accorto che molto è cambiato”. “Non porto un saluto esterno – dice Lorenzo Zirri, coordinatore regionale dell’Udc, che invita a riflettere sull’adeguatezza dei partiti – si tratta di un percorso di cui mi sento parte”. Punto fondamentale del suo intervento: sono o non sono i partiti ancora adeguati al ruolo cui la società li chiama? In sala, nella prima fila di poltrone, “capita” anche Mario Razzanelli, capogruppo della Lega Nord in Palazzo Vecchio. “Sono venuto a sentire – commenta – è molto importante capire cosa fanno gli altri, cosa succede intorno”. Già, cosa succede intorno a Futuro e Libertà è una faccenda che dà l’idea di interessare un po’ tutti, dalle altre forze del Terzo Polo a tutti gli schieramenti politici dell’arco parlamentare.
Soprattutto guardando alle cifre, per ora quelle toscane: cinquemila iscritti in pochi mesi, oltre 800 fra delegati, invitati e semplici militanti presenti all’Obihall, delegati da tutte le province toscane.
Per quanto riguarda il dibattito interno, vivace fra i delegati, non c’è da rimanere delusi. Se Roberto Mania, ex-sottosegretario del governo Berlusconi, fedelissimo di Fini, coordinatore nazionale del partito, che a differenza di altri non ha mai contemplato l’idea di tornare sui suoi passi, rivendica con orgoglio la capacità di “guardare lontano e in modo giusto, vista l’attuale deriva da noi prevista per tempo” e “la purezza e la dignità di una scelta che i fatti hanno dimostrato azzeccata”, l’on.Salvatore Tatarella, deputato europeo, chiarisce alcuni punti fondamentali: sull’educazione pubblica “intesa come funzione pubblica che deve essere messa in grado di rendere competitivi i nostri ragazzi”, sull’educazione privata, “assolutamente legittima, ma che deve essere aiutata con calma”, sull’ambiente, “occorre dire basta al massacro dei beni ambientali, alle cementificazioni, mentre sarebbe importante recuperare con la riqualificazione interi pezzi delle nostre città, evitando di sacrificare altro territorio”. Lavoro: “Strano modo di tutelare il lavoro, rendendo più facili i licenziamenti…..”.
 

 

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