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Congresso Pd, parte la corsa, Renzi “sparecchia” nei pronostici Politica

Quattro candidati, quattro documenti programmatici, quattro posizioni differenziate per il nuovo segretario del Pd. Quattro modi diversi di intendere il partito, un partito che ha in se' molte anime, di centro, sinistra e centro-sinistra, a seconda della provenienza e della cultura di coloro fra cui si sceglierà il nuovo segretario. Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi la squadra di pretendenti al difficile  “titolo” di segretario. Intanto, Renzi rende noto l'intenzione di ripresentarsi, alla vicina scadenza amministrativa, come candidato sindaco di Firenze. E, in caso di crisi delle larghe intese e di voto anticipato, il sindaco di Firenze sarebbe senz'altro  il più accreditato competitor nelle primarie per la premiership del centrosinistra.
Intanto, i magnifici quattro hanno soddisfatto le regole per la presentazione, raccolto le firme necessarie per l'ufficializzazione delle candidature e ora sono pronti alla battaglia. Perché di battaglia, in ogni caso, si tratterà, a cominciare dall'uso dei database degli iscritti al Pd, su cui scoppia la polemica fra i candidati stigmatizzata dall'impietosa ironia di Pittella, che parla di “Pdleaks”.

A una prima occhiata, ciò che emerge con evidenza per la corsa alla segreteria, è che il favore dei pronostici è tutto per Renzi. Non solo: è interessante e significativo lo “smottamento” dei parlamentari piddini sul sindaco. Si parte con la raccolta delle firme di sostegno tra i parlamentari piddini, oltre 200, si arriva alla composizione dello schieramento pro-Renzi, multiplo, variegato e spesso con nomi insospettabili fino a qualche tempo fa,  tra ex bersaniani o non allineati, AreaDem, veltroniani e lettiani. Insomma, una vera e propria corsa al board renziano, cui fa da ulteriore sostegno il consenso delle segreterie regionali fra cui l'Emilia-Romagna e il Sud, sul consenso del quale arriva la riflessione (di ieri) del sindaco di Bari Michele Emiliano, secondo cui Matteo da Firenze sta immaginando un Pd che non serva ai militanti per trovare un posto di lavoro, ma ''come un luogo in cui chiedere alla politica'' cosa si vuole davvero: ''se questi concetti saranno chiari, tutto il Sud seguirà Matteo Renzi''. Ricordiamo che la corsa renziana partirà da Bari (domani alle 16 il via, alla fiera del Levante) e che Emiliano ricopre anche la carica di presidente regionale del Pd pugliese. Ancora, è da aggiungersi la popolarità che il candidato fiorentino è riuscito a conquistare presso la base del partito. E mentre Renzi lancerà la sua ipotesi di riforma della legge elettorale (e perciò ha detto a Giachetti di smetterla col polemico sciopero della fame cui il deputato si sta sottoponendo in polemica con il ritardo del parlamento sulle norme elettorali) già si parla del prossimo appuntamento in Trentino mentre nello staff si gongola per le nuove regole delle primarie: a differenza di un anno fa, “a votare potranno partecipare tutti, proprio tutti coloro che vogliono dare un contributo”.

E a Firenze? I fedelissimi “pasdaran” renziani Luca Lotti e Maria Elena Boschi sono al lavoro per la “Leopolda due” vale a dire il grande palco mediatico da cui il sindaco fiorentino, dal 25 al 27 ottobre, esporrà le sue idee per il rinnovamento del Pd. Primo punto? Partire dai più bravi e non dai più fedeli. E parte anche la prima “stilettata” da Firenze: il segretario regionale del Pd Patrizio Mecacci sarà il coordinatore della campagna di Cùperlo. Risposta renziana: il coordinatore della propria campagna congressuale sarà un ex-bersaniano. Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd emiliano. E via così, in quella che si configura come una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. E in cui il premio i gioco pare sia senz'altro l'"anima" del Pd. 

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