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Consegnato il Pegaso d’Oro a Rappuoli e Landi di Toscana Life Sciences Foto del giorno

Firenze – Consegnato il Pegaso d’Oro, la massima onorificenza della Regione Toscana, a Rino Rappuoli e Fabrizio Landi: un riconoscimento alla Fondazione Toscana Life Sciences e al Monoclonal Antibody Discovery (Mad) Lab, impegnate nella ricerca di anticorpi monoclonali capaci di neutralizzare il SARS-CoV-2.

La Fondazione senese è attualmente impegnata nella ricerca per un farmaco con anticorpi monoclonali; Rappuoli è uno dei massimi esperti di vaccini al mondo, attualmente direttore scientifico e responsabile delle attività di ricerca e sviluppo esterna presso GlaxoSmithKline Vaccines di Siena.

Nel corso della cerimonia il presidente della Regione Eugenio Giani ha sottolineato il “messaggio di speranza e di concretezza” che giunge da questo risultato scientifico. Il ringraziamento va “a questi protagonisti, scienziati e manager, e a quei giovani pieni di passione e competenza che ho visto al lavoro a Siena”. “Mi sono emozionato”, confessa il presidente, descrivendo quel team di ricercatori e studenti italiani e stranieri che in poco più di un giorno, racconta Rappuoli, hanno diretto le loro ricerche monoclonali dall’antibiotico resistenza al covid – “l’abbiamo sentito come un dovere morale” -. Da marzo a oggi sono arrivati a selezionare i 3 più potenti anticorpi contro il virus e a breve daranno all’Italia il vaccino che tutti stanno aspettando.

Nelle motivazioni del Pegaso la considerazione che “Proprio in momenti difficili come quello causato dalla pandemia emerge come la ricerca sia fondamentale per garantire un futuro in cui tutti possano godere di migliore salute, attraverso l’accesso alle cure più innovative ed efficaci”.

Grazie al sostegno e alla consolidata collaborazione con la Regione, Landi ha guidato la Fondazione che presiede in questa sfida mondiale. “Ci auguriamo di proseguire con successo su questa strada per poter dare una risposta all’emergenza globale in corso” dichiara l’ingegnere che allarga il riconoscimento a “tutto l’ecosistema di TLS”. Da anni, spiega Landi, la Fondazione “ha potenziato la propria attività di ricerca scientifica a fianco delle altre attività tutte tese allo sviluppo a Siena e in Toscana delle Scienze della Vita, impegnandosi su alcune delle principali sfide della salute come la medicina personalizzata, l’antibiotico-resistenza, la lotta alle pandemie e le malattie rare”. Dinanzi al riconoscimento di oggi Landi si dice “onorato perché la Regione ha sempre creduto nella Fondazione fin dalla sua nascita”.   

Anche Rappuoli, coordinatore del Monoclonal Antibody Discovery Lab di Fondazione Toscana Life Sciences, riconosce sul campo i meriti “a tutti i ricercatori e le ricercatrici che da mesi stanno lavorando senza sosta” e che cita per nome, e per curriculum: “Noi assumiamo giovani, che invece di andare all’estero producono qui”. Il gruppo di ricerca, nato inizialmente per affrontare la sfida dell’antibiotico-resistenza, “ha subito messo a disposizione le proprie competenze concentrando gli sforzi verso la ricerca di anticorpi monoclonali per la cura e la prevenzione dell’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 – continua Rappuoli -. Il lavoro che stiamo svolgendo ha il potenziale di favorire anche lo sviluppo di diagnostici”.

La speranza che il farmaco costruito con gli anticorpi monoclonali estratti dal sangue donato dai guariti sia quanto prima disponibile e pronto per sconfiggere il Coronavirus dimostra l’importanza di investire nella ricerca. Personalmente ho portato avanti questa tesi in tempi non sospetti e difeso negli ultimi anni l’importanza degli investimenti in Toscana life sciences da cui, insieme a Menarini e con la collaborazione nelle prime settimane di diffusione del virus con l’Istituto Spallanzani, è nata e si è sviluppata la ricerca di anticorpi monoclonali capaci di neutralizzare il SARS-CoV-2”. A dirlo Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale, che ha consegnato il Pegaso d’oro.  Durante la premiazione Rappuoli ha ricordato che fra i tre anticorpi isolati sugli oltre cinque mila uno è proprio di Scaramelli, il malato toscano 104 di Coronavirus.

 

Nella foto da sinistra: Rappuoli, Giani e Landi

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