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Consiglio comunale a Sollicciano, radicali: “Ponte aperto con la città” Dibattito politico

Firenze – Il Consiglio comunale è convocato per lunedì 11 dicembre, dalle ore 15,00 presso il Carcere di Sollicciano per una seduta tematica su “Problematiche relative alla vita delle presone private della libertà e del personale di sorveglianza della casa Circondariale di Sollicciano”. Pubblichiamo il commento di Massimo Lensi, associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”

Lunedì prossimo si terrà dentro il carcere di Sollicciano un Consiglio comunale straordinario sui problemi dell’istituto penitenziario fiorentino. Un Consiglio importante, richiesto con determinazione e insistenza negli ultimi mesi da alcune delle persone che da anni sono in prima fila nella lotta per risolvere i tanti problemi del carcere fiorentino. Mi riferisco a Don Vincenzo Russo, cappellano del carcere, a Tommaso Grassi, Consigliere comunale del gruppo ‘Firenze riparte a Sinistra’, agli amici della Camera Penale fiorentina e del suo Osservatorio Carcere, e ai militanti radicali dell’associazione ‘Andrea Tamburi’.

Il Consiglio si farà e me ne rallegro, ma tradirei il mio impegno se non segnalassi uno dei rischi, forse il principale, di un Consiglio in carcere: la trasformazione, anche involontaria, dell’evento in una surreale passerella di politici e personalismi. Un rischio che deve essere evitato per non tradire le attese riposte in questo Consiglio da chi il carcere lo vive sulla propria pelle: detenuti, lavoratori, operatori e volontari dell’area carceraria. Suggerisco, perciò, a quanti parteciperanno al Consiglio di lunedì di ambire unicamente a osservare e capire il carcere fiorentino per quello che è oggi: una discarica sociale, dove tutto è difficile, anche curare la propria igiene, o un malanno di stagione, o fare il proprio lavoro secondo il dettato della Costituzione.

Saluto infine l’arrivo del nuovo direttore di Sollicciano, Fabio Prestopino, persona di grande esperienza e sensibilità. La sua dichiarazione di apertura per una forte interazione tra il carcere e la municipalità fa ben sperare e noi radicali ci attendiamo di instaurare con questa sua nuova direzione una proficua e sincera collaborazione. Va, infatti, intensificato e reso agibile il rapporto tra città e carcere per poter finalmente riattivare, nella pienezza del dettato costituzionale, il complesso dei percorsi di rieducazione e reinserimento sociale del detenuto.”

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