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Consiglio comunale, Ceccarelli nuovo presidente, maggioranza contro tutti Breaking news, Politica

Firenze –  Andrea Ceccarelli è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Firenze. I voti ricevuti dal neopresidente sono rimasti fermi nelle tre votazioni necessarie in quanto non ha raggiunto i due terzi dei consensi, nè nella prima nè nella seconda votazione, necessari per risultare eletto già alla prima; Ceccarelli è stato eletto con 21 voti, contro i 14 voti per Mario Tenerani (FI) candidato dalle opposizioni, alla terza votazione. 

Era già noto, il nome scelto dalla maggioranza dell’ala consigliare fiorentina per prendere il posto di presidente dell’assemblea finora tenuto da Caterina Biti, che se ne va a Roma a fare la senatrice. Andrea Ceccarelli, politico di lungo corso, è attualmente consigliere comunale in quota Pd ed ex Presidente del Quartiere 3 Gavinana Galluzzo. Un’elezione “semplice” sulla carta. Ma oggi, in consiglio comunale, lo scontro è stato durissimo fra maggioranza piddina e opposizioni, unite sotto il nome di Mario Tenerani, giornalista-consigliere, forzista, che ha avuto dietro di se’ non solo il centrodestra ma anche tutte le opposizioni di sinistra, compreso Articolo 1-MDP.  “Particolare” che è servito prontamente al Pd per ironizzare sulla scelta del gruppo di centrosinistra-sinistra, profugo dall’alveo piddino. “Nel dibattito di oggi in aula per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale crediamo ci sia stata una vetta di comicità, quando dal gruppo Articolo 1-MDP si è levata la convinta adesione alla candidatura di Mario Tenerani di Forza Italia – dicono Angelo Bassi capogruppo e Francesca Paolieri vicecapogruppo Pd –  ovviamente lo diciamo con tutta la stima per la persona di Tenerani, ma certo un partito che è nato abbandonando il PD perché troppo poco di sinistra per loro che poi si trova a sostenere un candidato proposto da Ceccarelli_AFratelli d’Italia e Forza Italia forse dovrebbe avviare una seria analisi sul perché esista, con quale missione politica”.

Del resto, a dare il la alla giornata di oggi ci aveva pensato Francesco Torselli, portavoce delle opposizioni in Palazzo Vecchio, che aveva stigmatizzato, al di là del nome di Ceccarelli, il “metodo” seguito dalla maggioranza per scegliere chi dovesse subentrare alla ora senatrice Biti. ““Prendiamo atto che il Partito Democratico, dopo aver fatto i propri comodi con le istituzioni, aspettando due mesi prima di presentare le dimissioni della Senatrice Biti dalla presidenza del Consiglio Comunale, in attesa di ricomporre le proprie fratture interne, ha scelto il nome del proprio candidato a guidare la massima assemblea elettiva cittadina. Prendiamo anche atto che nel percorso di scelta del nome del consigliere Andrea Ceccarelli, il Partito Democratico ha pensato bene di coinvolgere perfino il segretario cittadino del partito, ma nessun rappresentante dei gruppi di opposizione presenti a Palazzo Vecchio, dimostrando ancora una volta la propensione all’arroganza istituzionale che ha caratterizzato tutto l’attuale mandato”. E via alla formalizzazione della candidatura di Mario Tenerani.

In ogni caso, le opposizioni non ci stanno al fuoco della maggioranza cui dà fiato lo stesso sindaco Dario Nardella, accusandole di non conoscere il diritto (il caso riguarda il preannunciato “assorbimento” del vicepresidente uscente Fratini nella maggioranza) e di lanciare accuse gratuite al Pd. Anzi, con una nota, danno corpo nero su bianco al “dubbio” (“certezza”, dicono loro) che l’attacco virulento lanciato dal Pd in sede consigliare non sia altro che il tentativo di nascondere profonde crepe interne. Segnali? Ad esempio, l’annuncio fatto dallo stesso sindaco circa l’entrata in giunta del vicepresidente uscente Fratini. “Una scelta che pare frutto del più classico manuale Cencelli per ricomporre le tensioni dentro al gruppo bloccato da due mesi nell’individuazione del nuovo presidente dopo le dimissione di Caterina Biti, e che porta con sé un problema: per far entrare Fratini uno dei componenti dell’attuale giunta se ne deve andare, dal momento che per legge gli assessori non possono essere più degli attuali dieci”, osservano i capigruppo di opposizione Cellai, Grassi, Noferi, Rossi, Torselli, Amato e Scaletti. Insomma il Pd attacca per non far vedere la crisi interna, incalzano le opposizioni.

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