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Consiglio comunale di Campi Bisenzio, doni amari da inquilini Erp Cronaca

Circa 25 (in maggioranza donne e anziani) “babbo natale” si sono presentati oggi 30 novembre al consiglio comunale di Campi, con tanto di doni e striscioni di protesta. Si trattava degli assegnatari degli alloggi Erp di via dei Platani a San Donnino, e i doni, accuratamente confezionati, erano i mattoni e i calcinacci che cadono dalle loro abitazioni nonostante una denuncia del degrado in cui sono costretti a vivere già attuata oltre un anno fa. Denuncia e protesta cui l’assessore comunale alla casa, Pier Natale Mengozzi, e il sindaco Adriano Chini avevano risposto rassicurando gli inquilini sul loro pronto intervento.
Oltre un anno è passato, le case versano in uno stato ancora più pietoso (e pericoloso) di abbandono, gli assegnatari si sono rifatti vivi, col presidio organizzato insieme al Sunia, per richiamare alle loro promesse sindaco e assessore.
Entrati in sala del consiglio, dopo qualche scambio di battute piuttosto vivace, sono stati ricevuti da Chini e Mengozzi, da cui hanno ricevuto l’assicurazione che i lavori cominceranno a breve, e che i primi interventi verranno compiuti sull’amianto ancora presente nelle abitazioni.
Sfiduciati e dubbiosi, tuttavia gli assegnatari si sono ritirati, non senza aver fissato un nuovo incontro per il 20 dicembre.

Quella che verte sul blocco di alloggi popolari di via dei Platani 5, a San Donnino, è una vicenda molto lunga. “L’edificio di edilizia pubblica in questione fu costruito nel 1985 – ricostruisce gli eventi Simone Porzio, segretario generale provinciale del sindacato – attualmente e’ di proprietà del comune di Campi Bisenzio che lo gestisce attraverso Casa spa. Vi abitano 46 famiglie”.

“Fino a circa tre anni fa, tra le famiglie degli inquilini vi erano scontri e conflittualità molto aspre tanto che l’amministrazione dello stabile e’ stata commissariata per diversi anni senza però riuscire a raggiungere risultati apprezzabili – ricorda Porzio – molti non pagavano ne’ affitto, ne’ condominio. I giardini assomigliavano a una foresta. I vani scale e i garage erano cosparsi di rifiuti e rottami di ogni genere. La notte i parcheggi erano meta di spacciatori e coppiette”.

Una situazione che conobbe una vera e propria virata quando un gruppo di condomini decise di interrompere quella catena di degrado, e, facendosi aiutare dal Sunia e dall’ufficio di autogestioni di Casa spa,  ricostituirono l’organo gestionale nella forma appunto dell’autogestione, che è un particolare modulo economico-amministrativo dei servizi e degli spazi condominiali diretta dalle famiglie inquiline nello stabile, normalizzarono la contabilità, attutirono le liti fra famiglie, e finalmente riuscirono anche a dare un aspetto ordinato ai giardini e a mantenere un certo, dignitoso decoro agli esterni.

Un lavoro e uno sforzo enorme, che avrebbe dovuto, almeno nelle menti e nei desideri dei rappresentanti dell’autogestione, per la maggior parte donne, essere sostenuto dall’amministrazione con adeguati interventi di manutenzione
e restauro delle case. Impegno che assessore e sindaco presero, come ricorda Porzio presente alla riunione insieme ad alcuni funzionari di Casa Spa, solo se gli assegnatari avessero definitivamente risolto le loro criticità. Una riunione con gli inquilini di tutte le autogestioni di Campi convocata dall’assessore Mengozzi non ebbe seguito.

 

A oltre un anno dalla denuncia pubblica dei cittadini, il gruppo di case popolari di via dei Platani 5 spicca nel contesto della via. Le terrazze si sgretolano, le facciate cadono letteralmente a pezzi, le grondaie sono un colabrodo, i tetti, coibentati con l’amianto (eternit), pure. In molti appartamenti dell’ultimo piano l’acqua si infiltra dai soffitti e dalle coperture d’amianto.
Nei vani scala e nelle cantine si sono aperte delle crepe e sinistri scricchiolii tengono in apprensione gli inquilini.

Ancora nei mesi scorsi la situazione è stata portata a conoscenza sia di Casa spa, che del governatore Enrico Rossi. Ad oggi, il Sunia ha appurato che il comune di Campi ha solo inserito il complesso di via dei Platani 5 come intervento prioritario rispetto agli altri, ma senza finanziarlo.
 

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