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Consiglio comunale, insediamento con qualche malumore Breaking news, Politica

Firenze – Insediamento del consiglio comunale, si comincia già con un po’ di maretta. Un pochino, quanto basta per far passare il presidente del consiglio comunale, Luca Milani, alla terza votazione, con quorum ribassato rispetto a quello dei due terzi necessari nelle prime due. Niente di anormale, ma interessanti le motivazioni delle opposizioni: valutazioni positive e rispetto sulla persona, ex sindacalista della Fiom, ma protesta per le modalità. Perché? Perché nessuno, della maggioranza, si è curato di “sentire” le opposizioni. Una forma di fair paly, se si vuole, che è senz’altro mancata. Alle rimostranze delle opposizioni, la consigliera Benedetta Albanese risponde immediatamente: “Al di là della forma, la persona di Luca Milani è unitiva”.

Dunque, giornata celebrativa, ma già con puntate polemiche forti, in particolare fra Pd e Sinistra. Anche se neppure il centrodestra si sottrae dalla polemica, con la prima “divergenza” fra FdI, ForzaItalia e Lega da un lato e M5S dall’altro, che si consuma sul nome del vicepresidente dell’assemblea. In gioco, per il “centrodestra puro” ( FdI, FI, Lega) Emanuele Cocollini (Lega), candidatura che non ha trovato il favore dei 5S (che non l’hanno votato). Ovviamente, nessuna sorpresa alla votazione: la vicepresidenza per la maggioranza va a Maria Federica Giuliani, quella dell’opposizione al consigliere Cocollini.

Intanto, da parte dell’ex candidato sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci emerge già la proposta di una modifica al regolamento: impossibilitato a scegliere in quale, delle tre forze politiche, entrare, come necessario da regolamento, (“Io entrerei in tutte e tre le liste – le sue parole – ma proprio perché sono stato candidato in tutte e tre le liste mi sembrerebbe una mancanza di rispetto se entrassi in una, rispetto alle altre due”) per circa un  mese farà parte del gruppo misto. La deroga proposta dovrebbe permettere, dopo la discussione e l’eventuale approvazione in consiglio, ai candidati sindaco di avere una propria lista autonoma senza l’obbligo di entrare in una delle liste con cui si erano candidati.

Foto: Luca Grillandini

 

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