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Consiglio comunale, quasi tre ore di dibattito ma ancora non c’è chiarezza Politica

E' tutto a posto, allora? L'allarme lanciato da Fantoni sui conti è rientrato? No. Anzi. A prendere la questione di petto è l'ex-ministro Valdo Spini, presidente della commissione Affari Istituzionali, che replica all'intervento del sindaco: "Se Fantoni si è dimesso, evidentemente voleva gettare un grido di allarme su cui dobbiamo fare chiarezza. Rispetto a certe disinvolte affermazioni voglio ricordare che l'art.81 della Costituzione vieta le spese senza copertura – fa notare Spini – vogliamo fare piena chiarezza sui conti e lo faremo in un'apposita riunione di consiglio con il neo assessore Alessandro Petretto. Esprimo apprezzamento per le figure degli assessori Givone e Petretto e mi auguro che si vogliano confrontare con le proposte che abbiamo fatto in consiglio comunale. Durante tutta la campagna elettorale avevo subito un continuo fastidioso richiamo alla mia età: noto con piacere che oggi si fa ricorso a personalità più anziane di me o della stessa mia età".

Tutto a posto? No. Non esattamente, per il consigliere di Sel Tommaso Grassi. Che parla nel suo intervento di una singolare "mutazione" rispetto a Monti: "Singolare tecnica di Renzi: i tecnici in giunta, i politici a capo degli uffici".
"Il sindaco tenta ancora, come fatto finora nei momenti di difficoltà, di girare pagina velocemente come se non fosse successo nulla – aggiunge Grassi – ma questa volta sarà più difficile. Una scelta nei nomi dei neo assessori che assomiglia sempre di più al Monti style, dove i tecnici prendono i posti dei politici nelle giunte o nei ministeri, reinterpretato in peggio – molto peggio – da Renzi, nella versione 2.0, che vede a loro volta i politici assumere cariche che non sarebbero a loro proprie: basti pensare che se in Giunta con le deleghe alla Cultura e al Bilancio, siederanno Givone e Petretto, a capo delle direzioni comunali corrispondenti invece troviamo i due fedelissimi ex-politici De Siervo e Palumbo". E, sottolinea il consigliere di Sel, "ormai c’è solo il Sindaco al comando di tutto il Comune e chi ha una idea anche solo leggermente differenziata, è costretto ad andarsene".

Tutto a posto? No, dice Stefania Collesei, consigliere del Pd. "Ciò che più preoccupa è il timore dell'ex assessore di sforare il patto di stabilità: un patto indigesto che i Comuni e l'Anci stanno cercando di convincere Monti a modificare; ma un patto che non ci possiamo permettere di violare perché questa decisione la pagherebbe la città: lo sforamento vorrebbe dire il taglio del fondo statale, limiti alla spesa corrente quindi ai servizi, blocco degli investimenti e il divieto di ricorrere a mutui ,il blocco delle assunzioni sia a tempo indeterminato che determinato, i co.co.co., non ultimo la riduzione delle indennità di funzione di sindaco, assessori e amministratori, ma questo punto è davvero poca cosa e non interessa a nessuno".
E anche Colllesei insiste: "Cosa sono quelle 52 delibere fuori sacco ? C'era la copertura finanziaria?". 

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