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Consiglio comunale straordinario per ricordare quel tremendo novembre del 66 Cronaca

Un consiglio straordinario per ricordare l’alluvione di 45 anni fa al Cencacolo della basilica di Santa Croce, con alle spalle del presidente Eugenio Giani l’Albero della Vita, alluvionato e poi  restaurato e ricondotto nella sua postazione originale, non poteva non essere pervso da una forte emozione. Emozione che è cresciuta per tutti I presenti nel corso delle relazioni degli intervenuti, il Prefetto Paolo Padoin, l'Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori e il presidente di Publiacqua Erasmo D'Angelis, tutti Angeli del Fango nella Firenze del 1966. Ma, nonstante l’emozione palpabile, inevitabilmente l’assemblea dell’organo legislativo cittadino si è trasformata anche in un sunto di ciò che è stato fatto e di che si sarebbe dovuto fare per mettere l’Arno in condizioni di non nuocere mai più alla città.
Del resto, dopo le esternazioni di questi giorni circa il “blocco” delle risorse (107milioni di euro fermi da anni)  da parte del segretario generale dell’Autorità di Bacino Gaia Checcucci, sottolineato dall’ex-ministro dell’Ambiente Valdo Spini che ha precisato le responsabilità dell’attuale governo e in particolare dell’attuale ministro all’ambiente Altero Matteoli, il tema diventa scottante, anche in considerazione dell’alluvione che in queste ore ha devastato il nord della Toscana rendendo drammaticamente evidente, se ci fosse bisogno, che la Natura non dimentica e non perdona disattenzioni e leggerezze umane.
Così, la relazione di Matteo Renzi che si dice “post-alluvionato” per indicarsi  primo sindaco che non ha vissuto l’alluvione, è tesa a indicare ciò che è stato fatto sotto il profilo della sicurezza e dei sistemi di allerta che garantiscono oggi un congruo margine di avvertimento, e auspica un cambiamento sensibile in qualità e quantità nella realizzazione del depuratore di riva sinistra. E tuttavia, non dimentica di sottolineare il ruolo della burocrazia nell’inceppare, rallentare, fermare ciò che a 45 anni di distanza doveva essere già realizzato. In particolare, il sindaco ricorda che “il vero nodo sono la realizzazione delle casse d’espansione lungo il val d’Arno”. Una burocrazia che inghiottisce e fagocita, secondo le parole del sindaco, che lancia la proposta a provincia e regione di individuare una figura ad hoc per “vincere la burocrazia”. 

 

 

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