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Consiglio comunale: tagli ai gettoni e risparmi sulle sedute Politica

Su proposta del capogruppo del Pd a Palazzo Vecchio Francesco Bonifazzi, il presidente della commissione Affari Istituzionali Valdo Spini ha presentato una serie di proposte «modeste ma concrete» per «potenziare, razionalizzare e risparmiare» sul funzionamento dell'assemblea.  Il perché della riforma – Nel 2011 le riunioni del Consiglio Comunale sono costate 167.000 euro circa e quelle delle commissioni 567.911. «In questo momento difficile per la democrazia italiana – ha spiegato Spini – ognuno deve cercare di fare quello che può per il corretto funzionamento delle istituzioni e per il loro prestigio». Sotto accusa i costi, quindi, che richiederanno un regime di «massimo contenimento». Le proposte di riforma – Ecco sinteticamente cosa cambierà nel Salone de' Dugento di Palazzo Vecchio.
Il Consiglio continuerà a riunirsi il lunedì ma cambia il suo orario. Dalle ore 12 alle 14 vengono messe all’ordine del giorno le mozioni. Sospensione fino alle 15 quando comincia il question time seguito subito dopo dalle deliberazioni.
Le interrogazioni e le interpellanze a iter “normale” vengono messe all’odg del consiglio dopo 15 giorni dalla data della loro presentazione alla giunta rispetto ai trenta attuali. Per ciò che riguarda le mozioni, invece, possono avere due possibili iter a scelta dei presentatori: o in commissione o direttamente in aula onde evitarne il loro sistematico invecchiamento. Nel primo caso, di quelle approvate in commissione, il Presidente del Consiglio ne dà comunicazione all’aula.
Infine, il progetto di miglioramento di funzionamento prevede una razionalizzazione del calendario delle commissioni, in modo da permettere loro di riunirsi per tutto il tempo necessario ed evitare duplicazioni di riunioni, fatali per le lievitazione dei costi della macchina amministrativa. La rinuncia del gettone – Fra le proposte approntate da Spini, si annuncia che Firenze sarà «la prima città in Italia» che imporrà la rinuncia al gettone, qualora un consigliere partecipi ai lavori del Consiglio e delle Commissioni per meno di metà del tempo di svolgimento. Lo stesso vale per le riunioni di commissione nel caso di due riunioni che si svolgono lo stesso giorno. Gli altri nei del sistema – Nella premessa alla bozza, Spini rileva però anche altri deficit di funzionamento. In primis «la puntualità dell’inizio dei lavori», che «si ripercuote a catena sull’intero andamento dei lavori della intera giornata non rendendoli efficaci e partecipativi quanto sarebbe necessario». Ma nel mirino della riforma finisce anche il rapporto tra Consiglio e Giunta, soprattutto per ciò che concerne le domande di attualità dei consiglieri all'esecutivo, che numerose volte rimangono senza risposta. Dubbi anche sull'iter delle mozioni, che arrivano «troppo spesso» in Consiglio essendo scaduti senza esito i termini del loro esame nelle dovute commissioni.

Semplici (Lista Galli): “Appoggio pieno alle proposte” – Le proposte di modifica arrivano alla vigilia della revisione dello Statuto e del Regolamento Comunale con la quale si integreranno. C'è la possibilità di una larga convergenza su di esse, in quanto alla presentazione si sono fatti vedere Giovanni Galli (capogruppo dell'omonima lista), Angelo Bassi – vice capogruppo Pd – e Tommaso Grassi (Sel). Presente anche il neo-consigliere della lista Galli Marco Semplici, subentrato da poche settimane al dimissionario Giambanco. «Appoggio in pieno le proposte di Spini – ha spiegato a margine – in quanto sono in Consiglio solo da un mese ma percepisco già che le inefficienze sono eclatanti. È necessario provvedere con un regolamento più restrittivo sui doveri dei consiglieri, che fin'ora privilegiano i loro diritti». Le proposte indicate da Spini saranno adesso valutate dai singoli gruppi e potranno prendere la forma di emendamenti al regolamento o entrare come prassi nello svolgimento delle sedute.
 

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