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Consiglio regionale, attacco opposizioni su Mps Cronaca

Mentre in consiglio regionale si consuma l'assalto al Pd sulla vicenda del Monte dei Paschi, nonostante le esortazioni del presidente Rossi di non strumentalizzare una vicenda così delicata in campagna elettorale, e quelIe del consigliere regionale del Sel Mauro Romanelli a pensare ai dipendenti la cui vita è legata alle sorti del Monte, la vicenda continua a subire ulteriori sviluppi.

Assalito dalle opposizioni, il Pd fa quadrato. E se lo stesso presidente Rossi definisce la vicenda "gravissima" non ci sta alle strumentalizzazioni. ''Il sistema bancario italiano – sottolinea Rossi – è, rispetto ad altri Paesi, complessivamente sano. Attenzione che una vicenda gravissima e delicata non porti un danno complessivo al Paese''. Il governatore toscano, nel ribadire che la questione ''va chiarita presto e bene'', e che occorre ''perseguire chi ha commesso errori'', si dice certo che ''il Monte dei Paschi ce la farà, ha tutte le condizioni per farcela''. Però serve ''senso di responsabilità. Guai a noi se ci lasciassimo prendere da ogni forma di strumentalizzazione'' sul ''più grande istituto bancario che abbiamo in questa regione, con migliaia di dipendenti e milioni di conti'', ha aggiunto.
Inoltre, tornando al tema derivati,  Rossi ha ricordato che la Regione fino al 2006 stipulò 22 contratti con derivati, di cui uno con il Monte dei Paschi, la cui rischiosità è stata valutata accettabile. ''In Toscana abbiamo stipulato 22 contratti derivati e li abbiamo fatti verificare. Di questi uno solo lo abbiamo stretto con Mps, ed è emerso che non è un derivato pericoloso ma anzi ci ha aiutato a trasformare un mutuo da tasso variabile a un fisso vantaggioso. E' un'operazione che non danneggia il bilancio della Regione ma che lo rende più solido'', ha spiegato il governatore.

Intanto, oggi pomeriggio i pubblici ministeri della Procura di Siena che indagano sulle operazioni del passato management del Monte hanno incontrato  i colleghi della Procura di Forlì; un incontro a quanto pare "tecnico", teso a trasferire a Siena parte di un'inchiesta avviata a Forlì che riguardava la Cassa di Risparmio di San Marino. L'inchiesta forlivese oltre al Monte dei Paschi di Siena aveva coinvolto altri istituti di credito come la Carisp e Carifin.
Domani nel primo pomeriggio, invece, il cda della Banca che dovrebbe preoccuparsi di creare una barriera di sicurezza attorno alla mina "derivati", dovrebbe vedersi per convocaione, intorno alle 14. Un appuntamento in cui si dovranno "contare"  i danni:  il buco potrebbe essere di oltre 700milioni sui derivati.
In tutto ciò, parole che potremmo definire di conforto (per l'Italia)  giungono dal Fmi, che, attraverso il portavoce Gerry Rice, sprona la banca: ''E' importante per il Monte dei Paschi di Siena andare avanti con i suoi piani di ristrutturazione, in modo da ristabilire lo stato di salute della banca e la sua redditività'', spendendo anche parole "assolutorie" sul ruolo di Bankitalia, le cui azioni di controllo definisce "appropriate e tempestive".

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