energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Manutenzione idraulica, riforma Consorzi di bonifica Ambiente

La Toscana si avvia verso un piano unico regionale per la manutenzione e difesa del suolo, dotandosi di un modello snello ed organico, con chiarezza di funzioni e responsabilità nel settore, anche se bisognerà tornare sulla materia difesa del suolo poichè la riforma dei Consorzi di bonifca approvata ieri sera non l'ha riordinato completamente  – come ha precisato il presidente della commissione Territorio e ambiente Vincenzo Ceccarelli (Pd)  – "a causa della riforma statale delle province non ancora completata". La proposta di legge, portata ieri al voto dell'aula del Consiglio regionale dove è stata illustrata dal presidente Ceccarelli ed è divenuta in serata legge regionale con 34 voti favorevoli e 6 astensioni (4 consiglieri dell’Idv più Dario Locci e Marina Staccioli del gruppo Misto), punta a ridurre il numero dei soggetti gestori ed i relativi costi, delimitare i nuovi consorzi di bonifica, garantendo uniformità ed omogeneità di manutenzione dei corsi d’acqua sulla base del bacino idrografico, semplificare il sistema di competenze degli enti locali.
Il numero dei comprensori di bonifica passerà da 41 a 6. Passeranno a 6 da 26 anche i soggetti gestori (Consorzi ed Unioni dei Comuni). Nascerà un unico programma di spesa regionale per la difesa del suolo, che, sulla base del Piano ambientale ed energetico regionale (Paer), individuerà anche le “opere strategiche”, la cui realizzazione è attuata direttamente dalla Regione. All’interno del programma confluiranno i piani di attività dei singoli consorzi, in modo da avere un unico piano regionale di manutenzione e difesa del suolo. Una Conferenza permanente costituita dai presidenti della Giunta regionale e delle Province, da sei rappresentanti dei Comuni, di cui due indicati dai comuni montani, farà da supporto alle funzioni di indirizzo della Regione.
Ai nuovi Consorzi di bonifica vanno le attività di manutenzione di tutte le opere idrauliche e di tutto il reticolo idrografico, la realizzazione delle nuove opere di bonifica. Nei territori montani i Consorzi per l’attività di bonifica si avvalgono delle Unioni dei Comuni. Alla Regione l’indirizzo, il coordinamento, il controllo e l’attuazione delle opere strategiche; alle Province la gestione tecnica e amministrativa delle opere, l’attività di programmazione comune, il servizio di polizia idraulica, la realizzazione delle nuove opere di seconda e terza categoria

Le dichiarazioni
“L’attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, ma anche dei versanti dove ciò rappresenti un beneficio per il buon regime delle acque,  sarà svolta in tutta la regione dei Consorzi di bonifica – ha precisato Vincenzo Ceccarelli – Nell’attuale quadro delle competenze tale attività è già garantita da 65 milioni di euro provenienti dalla contribuenza privata. Si stima che tale valore possa arrivare a 100 milioni di euro con l’estensione del tributo alle zone non ancora coinvolte, ad esempio le città di Firenze e Siena”.
Il presidente Ceccarelli ha infine sottolineato il lavoro svolto in commissione, in particolare sulle articolazioni operative dei consorzi, che devono mantenere ed incrementare il livello dei servizi, sul contenuto delle convenzioni fra i nuovi Consorzi e le Unioni dei Comuni per lo svolgimento delle attività nelle zone montane, sull’obbligo di gestire in forma associata le risorse umane, i servizi amministrativi, le procedure legali e l’attività di comunicazione.

Foto www.geosistemi.it

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »