energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Consulente Costa: naufragio Giglio? Un beneficio per l’isola Cronaca

Isola del Giglio (Grosseto) – Il naufragio del Giglio si infittisce di particolari. Con l’andare del tempo, dettagli sommersi vengono alla luce. E si apprende che, il 25 novembre scorso, la Procura di Grosseto ha depositato cinque nuovi atti dal pubblico ministero maremmano incaricato del processo sulla tragedia del 13 gennaio 2012. Si tratterebbe di un video di una schermata radar dell’impatto con gli scogli delle Scole, dei documenti sulla stabilità della nave, della copia del fascicolo personale del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, di immagini che ritrarrebbero il capitano Francesco Schettino con gli occhiali da vista e di due interviste televisive dello stesso comandante successive al naufragio.

Domani, martedì 2 dicembre, Schettino è atteso in aula a Grosseto. La Protezione Civile ha nel frattempo informato, durante il processo, di aver speso oltre 16.000.000 di euro per l’emergenza Concordia. In parte la cifra è già stata rimborsata, mentre circa un milione e mezzo di euro non è stato riconosciuto fra le spese sostenute a seguito del naufragio.

Ma secondo Costa Crociere, qualcuno non avrebbe ricevuto un danno dal naufragio, bensì un beneficio. Il consulente della compagnia di navigazione genovese, Giuliano Noci, ha infatti sostenuto in aula che “la gestione del post-naufragio della Concordia ha prodotto ricchezza per l’isola del Giglio”. Noci, ordinario di Ingegneria Economica al Politecnico di Milano e prorettore presso la stessa Università, è stato chiamato da Costa Crociere a contestare la richiesta del Comune di Isola del Giglio di un indennizzo superiore a 200.000.000 di euro. Insussistenti, secondo il docente universitario, i supposti danni di immagine ed al turismo. Anzi: secondo Noci, gli arrivi sull’isola sono addirittura aumentati a causa della tragedia. Secca, come c’era da attendersi, la replica del sindaco del Comune di Isola del Giglio, Sergio Ortelli: “riteniamo che questi dati non rappresentino la realtà delle cose, aspettiamo che sia la sentenza del tribunale e mettere la parola fine a questa brutta storia”

E nel frattempo, dopo l’assegnazione della gara per la pulizia dei fondali del Giglio all’azienda ravennate Micoperi per 85.000 di dollari, ci si prepara all’inizio dei lavori. Gli operatori di Micoperi (saranno 50 nei periodi meno impegnativi e 150 in quelli più intensi) lavoreranno per circa 15 mesi cercando di ridurre il rischio di inquinamento ambientale. Durante la fase WP9, quella più rischiosa del cronoprogramma successivo al naufragio, dovranno essere recuperati i quasi 1.400 materassi di sabbia, malta cementizia e additivi chimici che erano stati utilizzati per costruire il falso fondale durante le operazioni di raddrizzamento della Concordia. Oltre ai sacchi di cemento, dovranno poi essere rimosse le piattaforme d’acciaio su cui il relitto venne appoggiato durante la rotazione.

Sulla pulizia e la bonifica del fondale marino di Punta Gabbianara vigilerà l’Osservatorio di monitoraggio della Regione Toscana, che si avvarrà dell’ausilio dell’Università La Sapienza di Roma.

Per quanto riguarda le vittime, il Tribunale di Grosseto ha stabilito che la perizia sugli ultimi resti ritrovati nel relitto ancorato a Genova verrà eseguita da Roberto Giuffrida, della polizia scientifica di Milano. Le ossa rinvenute nel ponte 8 della Concordia dovrebbero appartenere a Russel Rebello, l’ultima delle vittime che mancavano all’appello. È stata invece confermata l’identità delle ossa di Maria Grazie Trecarichi, la naufraga siciliana il cui corpo era stato ritrovato nella nave ad ottobre 2013.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »