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Arriva il vino novello, ma mancano le castagne Economia

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il via libera alla commercializzazione del novello in Italia è stata anticipata al 30 ottobre, ben sedici giorni prima rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà assaggiare solo a partire dal terzo giovedì di novembre e cioè solo dal 15 di novembre.
Secondo la Coldiretti è in proprio in questa settimana segnata dal lungo ponte che si registrano i maggiori consumi delle castagne e del vino novello che sono entrati nella tradizione alimentare degli italiani che apprezzano l'abbinamento tra prodotti da primato del Made in Italy alimentare. Per le castagne i prezzi variano notevolmente da pochi a decine di euro al chilo, a seconda della qualità del prodotto, del luogo di acquisto, del fatto di essere o meno o già preparate. Senza nulla togliere al piacere di passeggiare nei centri storici dove le caldarroste sono vendute a prezzi elevati, la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e all'origine e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro ed a costi accessibili. Meglio allora frequentare le sagre in programma in questi giorni in tutta Italia dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.
L’Italia resta il primo produttore di castagne con mentre la produzione di novello che risulta in calo del 30 per cento anche per effetto di una vendemmia complessiva contenuta sui minimi storici che ha indotto – osserva la Coldiretti – i produttori nazionali a riservare al novello un quantitativo minore di bottiglie rispetto al solito. Inoltre – continua la Coldiretti –  il vino da bere giovane, anche se apprezzato come prima produzione enologica dell’anno, ha un po’ perso lo smalto di qualche anno fa anche per la limitata conservabilità che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi.
I prezzi di vendita sono stabili – sottolinea la Coldiretti – con una media di 5 euro a bottiglia. Il fatturato del vino novello è di circa 20 milioni di euro e sono oltre duecento i produttori con oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che insieme al Trentino copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano la Toscana, la Sardegna, l'Emilia Romagna e la Puglia. La produzione italiana – precisa la Coldiretti – è caratterizzata soprattutto da novelli monovitigno con l'utilizzazione di un'ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d'Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell'ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.
Il "vino da bere giovane" è nato negli anni ' 50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello – conclude la Coldiretti – viene consumato soprattutto dal pubblico dei più giovani in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste.

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