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Consumi, esplode il mercato dell’usato, la Toscana è seconda in Italia Breaking news, Economia

Firenze – Esplode il boom dell’usato con una crescita del +7,7 %, e la Toscana si piazza seconda nella classifica italiana con 620 attività. Prima la Lombardia, con 829 attività e terzo il Lazio, con 548. A segnalare la tendenza è un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Camera di commercio di Milano Lodi Monza, che compila anche una classifica fra i capoluoghi. Anche in questo caso, la Toscana si piazza nella top ten, con Firenze, sede di 227 attività ed Arezzo, con 92.

Il boom dell’usato riguarda principalmente libri, mobili e vestiti, e negli ultimi cinque anni il mercato ha visto in Italia 4.973 realtà attive.  “A livello nazionale – sottolinea Uecoop – si registra una crescita di attività del riciclo e dell’usato dove opera anche il mondo della cooperazione”. Non solo libri, in maggioranza scolastici, si passa dai mobili per la casa, ai vestiti alle posate fino agli elettrodomestici. Insomma,  un vero e proprio mercato parallelo a quello del nuovo “dove, per le più svariate ragioni, dal desiderio di liberarsi di cose non più utilizzate o che non si possono portare in un trasloco”, si realizzano anche cifre minime che possono essere una piccola entrata straordinaria per il bilancio domestico.

“Ma non si tratta solo di “tesori da cantina” – sottolinea Uecoop – ci sono anche realtà cooperative che riescono a valorizzare materiali di scarto dell’industria e della logistica come ad esempio i pallet di legno trasformandoli in mobili e sedie”. A livello nazionale in 1 caso su 3 il riciclo dell’usato riguarda attività al centro sud Italia anche se le regioni più attive in assoluto sul fronte del vintage sono la Lombardia con 829 attività, la Toscana con 620 e il Lazio con 548. Mentre un vero e proprio boom si registra in Puglia con +39,2%, in Abruzzo +19,2%, Molise +18,2%, in Valle d’Aosta +16,7%, in Basilicata +15% e in Veneto +14,5%.

“In genere – spiega Uecoop – gli oggetti vengono consegnati in conto vendita a un prezzo concordato che viene poi diviso fra proprietario e venditore. A volte invece è lo stesso negozio dell’usato che acquista direttamente e poi rivende, In Italia il business dell’usato vale 21 miliardi di euro e coinvolge quasi 1 italiano su 2 – spiega Uecoop in base alla ricerca Doxa “Second Hand Economy” commissionata da Subito – e quando si compra di seconda mano in 7 casi su 10 lo si fa per risparmiare ma nel 35% dei casi anche perché si sta cercando qualcosa di originale che non si trova più in commercio”.

Fra le motivazioni di chi vende, oltre la metà è spinto dal desiderio di non gettare via oggetti ancora utilizzabili, in un’ottica anti spreco, e liberare spazio in casa o in cantina. “Nel 19% dei casi infine – conclude Uecoop – partecipare al mercato dell’usato è un modo per integrare il reddito domestico considerato che quasi un povero su due è minore o giovane mentre quasi 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni si trovano in uno stato di grave deprivazione materiale senza potersi pagare un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento registrando secondo la Commissione europea per gli Affari sociali un’incidenza del 10,9% quasi doppia rispetto alla media Ue”.

Foto di repertorio

 

 

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