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Consumi, Findomestic: Pil asfittico, ma le famiglie comprano droni Economia

Milano – Nella percezione delle famiglie sembrano contare poco o nulla le sistematiche revisioni al ribasso della crescita del Paese. La fiducia dei consumatori si mantiene stabile e, al di là di ogni allarme internazionale, stabile è il sentiment sulla situazione economica italiana.

Lo rileva l’Osservatorio Findomestic che da anni (in collaborazione con Prometeia) monitora i comportamenti e la propensione al consumo delle famiglie. Intanto, il nostro consumatore “connesso” come lo definisce Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Consumi di Findomestic, compra ogni genere di marchingegno tecnologico purché sia costoso e avanzato. Entrano i primi robot nelle case italiane, i primi droni, mentre si guarda ancora con sospetto all’auto elettrica perché le famiglie non sono ancora sicure che quella sarà l’innovazione vincente del nostro futuro.

Bardazzi, quanti sono gli italiani che ricorrono al credito al consumo?

Secondo i dati Assofin, negli ultimi cinque anni il credito al consumo ha avuto un incremento costante che ha accompagnato la crescita dei consumi a livello nazionale. Nel 2018 la cifra si aggira sui 69 miliardi di euro, con un aumento del 5,4% su base annua. Findomestic è leader di mercato nel nostro Paese e lo scorso anno ha erogato crediti per 9,7 miliardi di euro. Siamo un’impresa in espansione costante anche dal punto di vista del numero di dipendenti.

I dati sui consumi dei beni durevoli nel 2018 sono ormai definitivi. Qual è il consuntivo dopo un ultimo semestre a dir poco burrascoso per l’Italia? Le famiglie si sono spaventate per il futuro dei propri risparmi?

I dati definitivi di Prometeia sono perfino più favorevoli delle stime su cui si era basato l’Osservatorio. A livello nazionale i beni durevoli valgiono l’8% del mercato e crescono dell’1,9% in termini di valore. In Toscana l’incremento è più o meno analogo: +1,8%, pari a una mole di acquisti di 4 miliardi e 621 milioni. In alcuni segmenti di mercato la crescita è stata nettamente superiore alle nostre previsioni. Ha pesato molto l’ultimo trimestre dell’anno con una vera esplosione di acquisti nel black Friday e per Natale.

Su quali prodotti si è concentrato il consumo delle famiglie italiane?

Il nostro Osservatorio considera due aggregati: veicoli (auto nuova, usata, moto e camper) e casa (mobili, elettrodomestici, elettronica etc). La spesa delle famiglie è cresciuta in entrambi, con alcune particolari caratteristiche: l’italiano è sempre di più un consumatore connesso. Il 97% possiede uno smartphone, il 64% un tablet, l’82% ha un pc portatile. Su questo non c’è differenza fra giovani e adulti. La tecnologia è driver dei consumi e le famiglie si orientano verso l’acquisto di beni sempre più evoluti e di prezzo elevato.

Quali sono gli acquisti più gettonati?

Le migliori performance del 2018 vanno agli smartphone di fascia superiore,  alle cuffie wireless, alle asciugatrici con pompe di calore e ai robot per pulire casa; bene anche le vendite di smart tv, che hanno riportato in positivo dopo anni la vendita di apparecchi televisivi. Ancora in crescita i droni, che valgono già 25 milioni di euro; e come non citare gli smart speaker, gli assistenti vocali che sempre più frequentemente troviamo nelle nostre case. A conferma del fatto che il consumatore italiano è sempre più attratto dagli ultimi ritrovati della tecnologia.

E sul mercato delle auto che accade? Le famiglie si stanno muovendo verso le autovetture ibride o elettriche?

All’interno dell’immatricolato cresce la quota delle auto con alimentazioni alternative, che resta tuttavia marginale rispetto agli acquisti di vetture a benzina o diesel. Del resto siamo ancora in un quadro in cui non è chiaro quale sarà l’alimentazione del futuro. Mancano le infrastrutture, tanto per fare un esempio, e ciò scoraggia le famiglie a muoversi con decisione in direzione dell’elettrico. In questo quadro di incertezza si avvantaggia l’auto usata, che cresce in valore con un tasso d’incremento superiore al 4% sia in Italia che in Toscana.

Che accade dell’economia della condivisione dei beni durevoli, la cosiddetta sharing economy? E’ in crescita anch’essa?

Il car sharing, o il bike sharing già attivi da tempo nelle maggiori città, hanno cominciato a installare il dubbio se dotarsi o meno di auto propria. Ma se la domanda delle famiglie frena all’interno del mercato dell’auto è anche perché in Italia ormai gli over 60 hanno superato gli under 20, lo dicono gli ultimi dati Istat. I primi sono meno propensi alla mobilità, i secondi, che invece lo sono,  tendono a non impegnarsi in acquisti “pesanti”, per le ben note carenze strutturali del mercato del lavoro. Salvo poi cambiare opinione quando mettono su famiglia, trovano un lavoro stabile, e allora vogliono la “loro” macchina parcheggiata sotto casa.

Cosa può anticiparci sull’andamento dei consumi durevoli nel 2019?

Ad oggi l’unica cosa certa è che l’acquisto di auto nuove nei primi due mesi dell’anno ha subito una flessione del 5%, anche se a mitigare il dato è la circostanza che veniamo da anni in cui il mercato dell’auto è stato in grande espansione. Posso aggiungere un elemento congiunturale sulla fiducia dei consumatori che il nostro Osservatorio aggiorna ogni mese. A febbraio il sentiment delle famiglie continua a mostrarsi stabile e le intenzioni d’acquisto si mantengono sui livelli dell’anno precedente. Nessun segno di cedimento per ora.

 

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