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Contemporanea 2018: danzando sul ciglio dell’abisso Spettacoli

Prato – Il titolo è suggestivo. Denso di significati. Il titolo in questione recita Vivere al tempo del crollo. Come a dire che il piano della vita è sempre più inclinato e l’esistenza sempre più precaria. Attorno a questa suggestiva metafora dei tempi liquidi e in bilico che stiamo attraversando, si muove Contemporanea 2018, festival giunto alla 16edizione in programma a Prato fino al 30 settembre, che di fatto inaugura la nuova stagione del teatro Metastasio.

“Il festival – spiega il direttore artistico Edoardo Donatini – riconferma le sue traiettorie e ribadisce gli ambiti di intervento come luogo in cui si ricompone un progetto rivolto ai nuovi orizzonti della ricerca nel campo della cultura contemporanea e dello spettacolo dal vivo, un panorama in divenire dove il ‘crollo’ si pone come astrazione, una sorta di medium che ci permetta di cogliere il senso di questo tempo, colmo di accadimenti che cambiano in modo impetuoso e ne modificano il corso”.

Così accanto agli spettacoli, alle performance e alle produzioni site specific, Contemporanea 18 apre un focus sulla coreografia nazionale e su quella cugina d’oltralpe, mentre sviluppa una fitta rete di incursioni collaterali, laboratori, incontri, confronti, tavole rotonde e momenti teorici di approfondimento tra operatori, critici, studiosi e artisti.

Senza dimenticare la sinergia ormai consolidata con il museo Pecci, che vede la direttrice Cristiana Parrella al centro di una conversazione volta a rafforzare il dialogo fra scienza e arte, e dove in chiusura (domenica 30) i Kinkaleri rimontano il loro “Otto” (premio Ubu al debutto nel 2002). Intanto si parte stasera con le “azioni” della compagnia Tpo al Fabbrichino e con la “Wunderkammer” dei Mohabitat allo Spazio Le Palace, un percorso che si allarga domani (mercoledì 26) fino a incasellare tre tre interessanti anteprime.

Il via al Metastasio è con la compagnia messicana Indigo che mette in scena la sua nuova creazione, “Sin Itaca”, un allestimento particolare che prevede il pubblico sul palco chiamato a riflettere sullo sradicamento di Ulisse dalla sua isola, come pretesto per prendere coscienza della situazione politica degli apolidi, degli sfollati, dei desaparecidos in Messico (e non solo). Poi alle 21 al Fabbricone arriva Noé Soulier, “enfant prodige” della nuova scena coreutica internazionale, che presenta il suo ultimo lavoro, “Faits et gestes”, un pezzo per tre danzatori costruito su movimenti quotidiani, piccole cadute, salti, lanci, passaggi rasoterra. Infine alle ore 22,30 allo Spazio K ci sono le “Ultras sleeping dances”, ovvero le danze mobili di Cristina Kristal Rizzo, concepite, spiega l’autrice, “per contenere una tensione verso gli entusiasmi che connettono la realtà corporea del nostro esserci e le sensazioni incorporee”.

Scorrendo il cartellone spiccano i nomi di Olivier Dubois (direttore del Ballet du Nord, già al fianco di Jan Fabre, Sasha Waltz, Angelin Preljocaj e col Cirque du Soleil), di Hiroaki Umeda (figura di riferimento dell’avanguardia coreografica digitale giapponese), della compagnia Muta Imago con la performance “Combattimento”, di Claudia Caldarano con il suo “Sul vedere” e di Silvia Gribaudi con la sua “Primavera contemporanea”, per finire alla Biblioteca Lazzerini dove incontriamo il Gruppo Nanou e al Magnolfi dove sbarcano gli svizzeri Trickster. Info 0574 608501.

Programma completo www.contemporaneafestival.it

Foto:  Olivier Dubois 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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