energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Conti, ipotizzato “scambio di favori” con Gamberale Cronaca

''Non sono io quello della telefonata tra Vito Gamberale e un altro interlocutore''. Lo dice l'ax-assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture della Toscana Riccardo Conti, indagato per corruzione insieme all'attuale ad del fondo F2i Vito Gamberale.  Insomma, Conti tenta di sfilarsi dall'inchiesta milanese sulla gara per  la vendita, a dicembre scorso, del quasi 30% di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. E la telefonata intercorre fra Vito Gamberale, ad della società che effettivamente vinse l'asta, e un non precisato interlocutore "molto vicino ai vertici del Pd". Ma Conti smentisce ogni sospetto: "non sono io". Conti è invece  membro del cda del fondo F2i di cui è ad lo stesso Vito Gamberale.

Ma cosa c'entrano Vito Gamberale e il politico del Pd Riccardo Conti, dalla brillante ma tutta toscana carriera fra assessorati regionali di rilievo come la casa o le infrastrutture?
Fra i due, c'è una presenza, anzi un'assenza: la bretella fantasma che doveva collegare Prato e Lastra Signa, e i circa 30 milioni pagati dalla Regione per la sua realizzazione e spariti nel nulla. Ma a carico di Conti, almeno a sentire il suo difensore, l'avvocato Annetta, non sarebbero mosse ipotesi di di accuse riguardanti i soldi e la loro sparizione, bensì quelle "di un presunto  scambio di favori" con il manager Vito Gamberale. Che a quell'epoca era presidente delle Autstrade.  Anche se, sostiene l'avvocato, ci sarebbe una discronia temporale importante:  "Vito Gamberale – ricorda l'avvocato -cessa di essere amministratore delegato della società Autostrade nell'aprile 2006 mentre la decisione di realizzare il raccordo Prato-Lastra a Signa in project financing è dell'ottobre 2006, quindi non era più manager pubblico, era andato via, non era più lui il soggetto che poteva ricevere un favore''.
Intanto, il manager di F2i risulta indagato a Firenze per corruzione e i suoi uffici perquisiti.

Sempre secondo l'avvocato Annetta, difensore di Conti, la teoria accusatoria nei confronti dell'ex-assessore sarebbe dunque legata a scambi di favori. Di che tipo?  ''I favori – continua il legale – secondo i pm sarebbero stati ricevuti da Gamberale quando era presidente di Autostrade per l'Italia mentre lo stesso Conti, finito il mandato come assessore alle infrastrutture della Regione Toscana, sarebbe stato ricambiato con la nomina nel cda del fondo F2I presieduto dallo stesso Gamberale''.

E  i soldi? Quei 29 milioni e poco più sborsati dalla Regione per un'opera mai neppure inziata? Per capire la vicenda, partiamo dal 2006, anno della convenzione tra la Regione Toscana e la Società infrastrutture toscane spa (Sit) per dare il via a quella che fu allora presentata come la prima autostrada regionale in Italia da realizzare con project financing. La Sit, presidente Riccardo Bicchi anch'egli ex assessore regionale, si era costituita in quello stesso anno come associazione temporanea d'impresa con soci di maggioranza Autostrade per l'Italia (46%) e la Camera di commercio di Firenze (31%) ma anche con quote minoritarie dell'ex Btp di Riccardo Fusi e del Consorzio Etruria. Alla Sit fu data "in dote" per far partire i lavori la somma di quasi 30milioni di euri. Soldi che non sono stati restituiti, e per riaverli la Regione Toscana ha presentato una denuncia in procura. Ed è qui che parte l'indagine e si intrecciano Gamberale e Conti:  in questo ambito infatti i pm fiorentini avrebbero individuato una presunta corruzione a carico dei due dopo averne incrociato le relazioni nelle indagini. Ma i soldi, ancora, mancano all'appello. Proprio come la bretella autostradale Prato-Lastra a Signa.

Foto www.regione.toscana.it

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »