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Continua il progetto dell’area metropolitana della Toscana centrale Politica

I presidenti della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, e della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni, hanno incontrato ieri, 16 gennaio, il presidente della Commissione speciale per la Città metropolitana nominata dalla Provincia di Firenze, Federico Tondi. Nella riunione tenutasi nella mattinata nella sala degli Specchi di Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, Gestri ha riconosciuto che «il livello di intesa tra le tre Province è cresciuto. L'obiettivo principale è quello della semplificazione con una prospettiva di area vasta. È un progetto ambizioso che vedrà comunque ostacoli molto forti da superare». Il tema del dibattito, infatti, era quello della costruzione della nuova area metropolitana da sostituire alle Province di Firenze, Pistoia e Prato una volta che entrerà in vigore l’abolizione delle Province decisa dal Governo Monti. Al fine di realizzare l’area vasta della Toscana centrale, ha spiegato Tondi (Udc), l’idea «é organizzare entro breve un Consiglio provinciale congiunto delle tre assemblee in cui discutere insieme la proposta. Siamo partiti su questo percorso un anno e mezzo fa e il nostro lavoro non vuol essere un modo per aggirare una norma nazionale che vuol cancellare le Province». Firenze, Pistoia e Prato, ha proseguito Tondi, intendono «dare vita ad un centro gestionale capace di prendere decisione omogenee per tutta l'area interessata evitando conflitti con i singoli Comuni, ridurre i costi e semplificare la vita ai cittadini». L’area metropolitana della Toscana centrale, ha spiegato la presidente Fratoni, se realizzata raccoglierebbe circa la metà dei cittadini toscani ed in essa si produrrebbe intorno alla metà del Pil regionale. « Il Governo Monti – ha dichiarato poi Federica Fratoni a proposito del progetto regionale di riforma delle autonomie locali – ha accelerato la necessità di portare a una conclusione questo dibattito in cui gli interlocutori non possono essere solo le Province ma anche la Regione». «C'é poi bisogno – ha continuato – di un ripensamento a livello parlamentare sulle Province, perché si va a sacrificare un livello di democrazia partecipativa e di storia importante del nostro Paese, che non può arrivare tramite decreto legge». «La Regione – ha concluso la presidente della Provincia di Pistoia – sarà chiamata a normare la questione quest'anno e entro il mese di gennaio sarà costituita una commissione paritetica per discutere di un riassetto complessivo della Toscana».

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