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Continuano le indagini sulla morte di Francesco Panariello Cronaca

Proseguono le indagini della polizia di Viareggio e della Procura di Lucca sulla morte di Francesco Panariello, il cinquantenne fratello del noto comico Giorgio Panariello. Il cadavere di “Franco”, come veniva chiamato, è stato ritrovato il 26 dicembre in un’aiuola del lungomare di Viareggio. Il 29 dicembre il medico legale Stefano Pierotti ha compiuto l’autopsia sul corpo del cinquantenne, un’autopsia durata cinque ore ma dopo la quale Pierotti non si è sbilanciato sulle cause della morte. La pista più seguita, comunque, rimane quella dell’overdose, che avrebbe causato a Francesco Panariello un arresto cardiaco. Dagli esami condotti prima della tumulazione, è emerso però che non c’è stata alcuna violenza sul corpo dell’uomo. Ieri, intanto, si sono svolti i funerali presso la chiesa del Cinquale (Massa Carrara), frazione marittima del Comune di Montignoso, dove i due fratelli Panariello sono nati. Il feretro di Francesco Panariello è giunto, accompagnato dal fratello Giorgio, presso la chiesa di San Giuseppe Artigiano intorno alle 9.30. La messa, che la famiglia Panarielloavrebbe voluto strettamente privata, ha visto invece accorrere centinaia di persone che hanno voluto manifestare la loro solidarietà al comico toscano. Presenti in chiesa anche molti personaggi famosi, fra i quali Leonardo Pieraccioni, Renato Zero, Graziano Salvadori e Dalia Gaber. Dopo la messa, celebrata da don Maurizio Iandolo, parroco di Montignoso, e don Raffaello Piagentini, sacerdote di Viareggio, la salma di “Franco” Panariello è stata condotta al cimitero di Montignoso per essere tumulata. Almeno la sepoltura, anche grazie all’intervento delle forze dell’ordine che hanno bloccato gli accessi al camposanto montignosino, è rimasta una cerimonia privata. Si complica, invece, la posizione delle tre persone che avrebbero trascorso la notte di lunedì 26 dicembre in compagnia di Francesco Panariello. Gli inquirenti, infatti, ritengono che le due donne e l’uomo che sono state indagate per omissione di soccorso ed omicidio colposo, abbiano trascorso con il cinquantenne una serata a base di droga ed abbiano poi abbandonato “Franco” sul lungomare anziché condurlo in ospedale. Panariello avrebbe avuto una ricaduta nel mondo della droga dopo alcuni anni di lontananza dagli stupefacenti, ma per fare chiarezza su quanto è davvero accaduto nella tragica notte di Santo Stefano si attendono le nuove rivelazioni dei tre indagati ed i risultati delle indagini della polizia viareggina per ricercare chi avrebbe fornito la droga al gruppo di tossicodipendenti.

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